Cornavirus, scuole chiuse e ammissione all’anno successivo: non sarebbe meglio perdere l’anno?

Il Coronavirus ha portato alla chiusura delle scuole che non si sa quando riapriranno: non sarebbe meglio, per i nostri figli, perdere l’anno e guadagnarne in sapere?

Uno dei dibattiti più accesi in questo momento riguarda il destino dei giovani, costretti a casa per le scuole chiuse a causa di emergenza Covid-19. Il Ministro rassicura che nessuno perderà l’anno, che tutti saranno ammessi alla classe successiva anche se si è in attesa del decreto che ufficializzi questa cosa. 

Le parole del ministro Azzolina, però, mi hanno fatto molto riflette sul destino dei miei 2 figli, uno iscritto al primo anno di Università, ed uno iscritto al primo anno di Liceo Artistico. Mentre il maggiore sta facendo lezione regolamente (anche se online) non perdendo neanche un’ora di lezione (ma diciamocelo, all’Università è più facile, i docenti devono solo somministrare la lezione senza interrogare, correggere compiti e valutare i ragazzi: la valutazione si avrà, poi, in sede di esame), il più piccolo sta perdendo moltissimo con la didattica a distanza.

Apprezzo infinitamente il sacrificio degli insegnanti che, pur non avendolo mai fatto, si stanno cimentando nelle lezioni online, che, pur non essendo obbligati da contratto a farlo, si stanno sentendo con gli studenti via skype, classroom e utilizzando altri ausili informatici, ma nonostante questo la DaD non può in nessun modo supplire alla mancanza di lezioni frontali.

Quello che penso è che i nostri ragazzi non recupereranno quello che stanno perdendo non solo in didattica ma anche in esperienze di vita (che non si possono e non si devono fare attraverso un computer). La situazione, ovviamente, non dipende da nessuno, tanto meno dagli insegnanti. Ma permettere a ragazzi che non hanno svolto l’intero programma di accedere alla classe successiva mi sembra irresponsabile poichè si porteranno le lacune dietro anche negli anni successivi. Non tutte le materie possono essere seguite con lezioni online (penso al caso di mio figlio, per esempio, per il quale non vedo fattibile le lezioni di scultura, disegno dal vivo, disegno geometrico al computer), così come non possono essere realizzati i laboratori.

Che male ci sarebbe a dichiarare l’anno perso (che alla fine questi ragazzi sono andati si e no  a scuola 60 giorni da settembre ad oggi) e permettere di recuperare tutto, senza corse, il prossimo anno?


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.