Coronavirus: 100 decessi al giorno senza possibilità di essere salvati (lettera aperta)

Lettera aperta di un lettore che ci racconta cosa vive giorno per giorno a Bergamo, il dramma e le false notizie.

Coronavirus: vi proponiamo una lettera arrivata in redazione su quello che sta succedendo in Italia e su alcune notizie ingigantite per qualche link in più, senza considerare che questo è un vero dramma. Questa lettera c’è stata spedita da un lettore/rice (stiamo seguendo la sua preghiera di non rivelare il nome) del bergamasco che ci racconta cosa vive giorno dopo giorno all’interno del sistema sanitario. Riportiamo le sue parole.

Coronavirus: 100 decessi al giorno senza possibilità di essere salvati

Ciao Edoardo, come già ti ho anticipato oggi i numeri dei contagiati non sono veritieri anche perchè dal mese scorso non fanno i tamponi a nessuno, le persone vengono ricoverate solo se hanno difficoltà respiratorie, ti riporto il pensiero di un medico del San Raffaele: “è una polmonite interstiziale virale epidemica, può dare anche blandi sintomi come tossettina stizzosa ma può anche non darla mai! L’infezione dell’epitelio alveolare e l’infiammazione dell’interstizio polmonare provoca DISPNEA.

L’infezione provoca febbre. Lo dico perché sennò la gente sta attenta allo starnuto, si preoccupa per il catarro… l’infezione interessa i polmoni. E i sintomi sono FEBBRE (a volte manco alta, a volte remittente), un tipico quadro alla TC torace, e dispnea.

Quando parte la dispnea se non vieni messo in ossigeno saluti tutti in mezza giornata. Può peraltro disturbare altri organi ed apparati dando congiuntivite, diarrea, problemi neurologici, problemi renali. Capito? Non è un’infezione delle alte vie aeree come il raffreddore o l’influenza!

Il commento del lettore/rice

I numeri a Bergamo sono sconvolgenti, si viaggia alla media di 100 decessi al giorno, tutti morti di polmonite, a casa, non possono essere ricoverati e salvati perchè non ci sono più posti letto, non ci sono sufficienti macchinari per poterli intubare.

Muoiono per poi essere portati chissà dove e seppelliti lontani dalle famiglie, gli unici a farsi il mazzo sono i soccorritori delle ambulanze che lavorano senza sosta, il papà di un mio collega che è medico dell’ospedale Papa Giovanni XXIII e presta la sua professione nel reparto COVID19 ha tranquillamente detto che sia i medici che gli infermieri non superano mai turni da 6 ore, quindi non hanno nemmeno lo stress che tanto decantano su tutti i social, un’infermiera che si era riconosciuta in una foto che sta girando su internet ha detto che è ritoccata, te la allego con la dichiarazione della protagonista.

Il primo caso avuto a Bergamo di COVID19 lo ricordo bene, era un ragazzo di Brembate, nato nel 1992, non so se si è ripreso o meno ma so che da allora non è stato fatto niente, dovevano circoscrivere il territorio e  avrebbero bloccato il propagarsi, ma queste sono mie considerazioni.

 I numeri reali non li diranno mai, il governo sta cadendo a pezzi perchè ancora una volta non prende una decisione netta e drastica, una posizione impopolare che chiuderebbe il cerchio in 10 massimo 15 giorni, invece sono ostaggio di confindustria, delle lobby, dei poteri forti, delle banche, insomma di chi ha i soldi e governa il paese, il primo ministro Conte ci sta mettendo la faccia consapevole che presto se ne torna a casa, i sindacati sono colpevolmente assenti e
impreparati, non hanno argomenti e urlano allo sciopero, si, di 2 ore al sabato….  

Per completezza ti allego la foto originale dell’infermiera che poi è stata ritoccata da chissà chi. La prima foto è quella che tutti hanno visto, la seconda è la realtà e i segni della mascherina sono stati accentuati. 

infermiera coronavirus

Ringraziando chi ha scritto questa lettera, aggiungo che le persone dovrebbero riflettere sulle cose che vengono dette e scritte.

Pensare, capire e agire

E.Fumagalli

 


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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.