Anticorpi al Coronavirus: l’immunità è solo temporanea?

Secondo i recenti studi condotti nei laboratori di tutto il mondo gli anticorpi sviluppati con il Coronavirus non durerebbero più di tre mesi

Gli studi sugli anticorpi sviluppati dopo l’infezione da Coronavirus sono stati condotti sin dalle prime fasi dell’emergenza sanitaria. L’obiettivo era comprendere se l’immunità sviluppata fosse temporanea o permanete. 

Anticorpi al Coronavirus: lo studio italiano 

Secondo una ricerca italiana, pubblicata recentemente sulla rivista scientifica BMJ Global Health, gli anticorpi prodotti dopo il contagio potrebbero originare un’immunità non solo non protettiva, ma che favorirebbe la possibilità di infettarsi di nuovo con il rischio di un aggravamento dei sintomi. Lo studio è stato elaborato dai ricercatori italiani dell’Irccs Burlo Garofalo di Trieste.

Come spiegato dal primo firmatario del progetto il Dottor Luca Cegolon, epidemiologo all’Ausl 2 di Marca Trevigiana di Treviso, l’ipotesi nasce dall’osservazione dell’andamento della malattia e della sua elevata trasmissibilità e dall’analisi dei casi più gravi, sia in Italia che in Cina. 

L’idea che gli anticorpi da Coronavirus fungessero quasi da boomerang per l’infezione è stata avvalorata anche dal fatto che i bambini contraggano in modo minore il virus, verosimilmente perché il loro organismo ha sviluppato meno anticorpi rispetto agli adulti. 

Gli studi nel mondo

Una ricerca condotta in Cina ha dimostrato che la produzione di anticorpi, sia in pazienti sintomatici che in quelli asintomatici, diminuiva drasticamente dopo 2-3 mesi. In Inghilterra, invece, i ricercatori del King’s College stanno testando se gli anticorpi sviluppati dopo una prima infezione da Coronavirus possano proteggere il paziente dalle successive.

Lo studio è stato condotto su oltre 90 ex malati di Coronavirus, scelti fra i pazienti e gli operatori sanitari del Guy’s and St Thomas’. I ricercatori hanno rilevato come il livello di anticorpi raggiunga il proprio culmine dopo circa tre settimane dalla comparsa dei primi sintomi, per poi diminuire gradualmente. Dopo tre mesi poco meno del 20% dei pazienti aveva mantenuto i medesimi livelli di anticorpi. 

Nel caso in cui l’immunità sviluppata con gli anticorpi non fosse permanente, quindi, anche un eventuale vaccino contro il Coronavirus non potrebbe assicurare la completa protezione dalla malattia. 


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