Coronavirus: bambini meno colpiti, ma più contagiosi

Secondo uno studio americano, i bambini sotto i 5 anni svilupperebbero una carica virale maggiore degli adulti e potrebbero essere quindi più contagiosi

Una delle prime certezze guadagnate durante la pandemia di Coronavirus riguardava il fatto che i più piccoli contraessero il virus molto meno frequentemente degli adulti. Recenti studi, tuttavia, hanno dimostrato che, pur essendo meno esposti all’infezione, i bambini avrebbero una carica virale maggiore e quindi potrebbero essere più contagiosi. 

Bambini più contagiosi degli adulti: lo studio

Uno studio, condotto dai ricercatori dell’Ann & Robert H. Luri Hospital di Chicago, ha dimostrato che i bambini sotto i 5 anni hanno alte probabilità di trasmettere il Coronavirus. I risultati della ricerca sono stati poi pubblicati sulla rivista scientifica Jama Pediatric. Gli esperti hanno condotto le loro indagini nell’ospedale pediatrico di Chicago, prendendo in esame 145 casi di Coronavirus, di gravità diversa. 

Hanno analizzato le cariche virali di pazienti divisi in tre fasce di età: 46 bambini da 0 a 5 anni, 51 bambini e ragazzi dai 5 ai 17 anni e 48 adulti dai 18 ai 65 anni. I bambini sotto i cinque anni hanno contratto forme del virus SARS-COV-2 molto lievi o moderate, tuttavia hanno dimostrato una carica virale superiore rispetto a quella sviluppata nei ragazzi più grandi e addirittura negli adulti. 

A rischio la riapertura delle scuole 

La ricerca americana ha dato risultati simili a quella condotta in Germania su 47 bambini, da 1 a 11 anni, affetti da Coronavirus. Lo studio tedesco ha, infatti, rivelato che i piccoli pazienti sviluppavano cariche virali ben più elevate rispetto a quelle di un adulto. Tutto ciò entra di forza nel dibattito sul ritorno a scuola a settembre. 

Il Ministero dell’Istruzione ha di recente pubblicato le linee guida ufficiali per il ritorno in classe dei bambini nella fascia di età da 0 a 6 anni. Nel documento è previsto l’obbligo di indossare i dispositivi di protezione individuale solo per insegnanti e personale scolastico. La Sipps (Società italiana si pediatria preventiva e sociale) ha, però, chiesto al Governo di introdurre l’obbligo per i bambini dai 3 anni in su. 


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