Coronavirus, chi è la ricercatrice precaria

Francesca Colavita è la giovane scienziata che ha isolato il Coronavirus, diventando nota a livello nazionale per la sua situazione da precaria.

In questi giorni si sta parlando tantissimo delle tre scienziate italiane  capaci di isolare il Coronavirus, permettendo, quindi, di studiarlo più a fondo, gettando le basi di un possibile studio su trattamenti e vaccini che possono aiutare chi è in pericolo ed evitare ad altri di avere un simile contagio. Di una delle tre scienziate si è parlato in modo particolare, Francesca Colavita.La giovane di 31 anni e originaria di Campobasso è diventata nota a livello nazionale più per la sua situazione economica da precaria che per la ricerca. Ma non buttiamo via niente: Francesca Colavita è l’emblema di anni di studio, di lavoro mal ripagato. L’Italia dovrebbe esaltare e tutelare di più tutti i lavoratori che meritano, senza distinzione di ambito.

Chi è Francesca Colavita, la scienziata precaria che ha isolato il Coronavirus

Francesca Colavita ha dichiarato più volte di come ami il suo lavoro e di come sia per lei una continua sfida da cui imparare, manifestando una sincera passione.

Ha ribadito anche di come sia necessario investire di più non solo sulla ricerca, ma sui lavoratori in generale, dare loro una solida base economica.

Per quanto riguarda la sua carriera, sappiamo che lavora allo Spallaziani da sei anni, iniziando con un contratto chiamato co.co.co ed attualmente con un contratto annuale.

Il suo guadagno annuale è di circa 20mila euro.

Francesca Colavita, poi, si sofferma in modo particolare sulla categoria a cui appartiene: quella dei ricercatori, una categoria di cui è molto difficile partlare.

Ritiene che i ricarcatori non siano tutelati nel modo giusto in Italia e come sia necessario dare loro più dignità perché essi non giocano col loro lavoro, sanno dell’onere di cui sono rivestiti e sanno che dal loro lavoro può derivare il benessere altrui.

Ogni esperimento, ogni ricerca, seppur piccola di importanza, è un tassello che si aggiunge ad un puzzle, capace di darci la risposta ad ogni problema.

Tra l’altro la Colavita ha talento da vendere dato che non ha dato il suo contributo solo all’attuale problema del Coronavirus, ma in passato si trasferì in Africa per poter studiare l’Ebola, in particolare fu presente in Sierra Leone.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.