Coronavirus, è allarme in Cina per la seconda ondata: sono stati disposti nuovi blocchi

In Cina una seconda ondata, disposto un nuovo blocco per evitare nuovi contagi del Coronavirus.

In Cina c’è la seconda ondata del Coronavirus ed è per questo che vengono disposti dei nuovi blocchi. Un ottantaseienne, curato in due diversi ospedali, è stato ritenuto responsabile di aver contagiato ben 36 persone. Questi nuovi casi di Coronavirus si sono avuti nella città cinese Harbin, per questo i vertici sono molto preoccupati di una possibile seconda ondata.

Allarme in Cina per una seconda ondata di Covid-19

L’uomo che ha causato il contagio è stato individuato ed ha 86 anni, è stato curato in due differenti ospedali per aver avuto un ictus cerebrale. Per ora gli infettati sono 36, ma il numero potrebbe salire; anche i 4 figli sono stati contagiati, i pazienti che sono stati con lui all’interno dell’ospedale e tutto il personale medico dei due ospedali.

C’è molta preoccupazione: le persone contagiate ad oggi non presentano nessun sintomo, lo si è scoperto facendo il tampone. Si sta cercando di far fare i tamponi per verificarne le condizioni a tutte le persone che sono state in quei due ospedali dal 2 al 9 aprile, data in cui la persona anziana è stata presente.

Il Governo locale di Heilongjiang ha annunciato che alcuni funzionari hanno subito, per adesso, una prima punizione, rei della loro gestione lassista nei confronti dell’epidemia.

Non si capisce la fonte reale quale sia: nello stesso paese in Cina, Harbin, un ragazzo universitario, tornato dagli Stati Uniti, è stato individuato come fonte, nel suo quartiere, di contagi da  Covid-19 ed è stato messo subito in quarantena per 14 giorni.

Secondo le autorità ciò che sta accadendo ad Harbin ci deve insegnare che il virus non è sconfitto e che, se non stiamo attenti e non facciamo più attenzione, potremmo avere una ripresa del virus e creare una seconda ondata, che sarebbe ancora più dannosa della prima.

Saranno stabilite anche delle nuove regole e restrizioni di viaggio: per farlo ci vorrà un certificato medico che confermi  la buona salute attuale. Chiunque entra ed esca dai complessi residenziali deve indossare obbligatoriamente la mascherina, farsi misurare necessariamente la temperatura ed avere un certificato medico di buona salute.

Il bollettino che ci arriva dalla Cina ci dice che il giorno 18 aprile sono stati confermati 16 nuovi casi, di cui 9 importati e 7 locali. Il giorno 19 aprile, invece, 12 nuovi casi, 9 importati e 3 locali.

Delle ricerche hanno confermato che la Cina abbia bloccato il virus e i possibili contagi, ma rimane il fatto che il rischio possa arrivare dall’estero come già dimostrano i nuovi casi. Per questo, per evitare una seconda ondata, è necessario un monitoraggio in tempo reale della trasmissibilità.


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