Coronavirus e avvelenamento da prodotti disinfettanti: 45.000 casi da gennaio a marzo 2020

L’uso improprio di disinfettanti per bloccare il contagio da coronavirus, circa 45.000 persone avvelenate da gennaio. Ecco cosa sta succedendo secondo un recente studio.

Il coronavirus può aver causato un picco nell’uso improprio di disinfettanti con oltre 45.000 avvelenati da gennaio. Ssecondo un rapporto del Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sempre più americani si stanno ammalando dopo l’esposizione accidentale a disinfettanti che sono stati acquistati per combattere il contagio del coronavirus.

Coronavirus: uso dei disinfettanti e lo studio del CDC

Nel rapporto, il CDC evidenzia il caso di una donna che ha sviluppato difficoltà a respirare, tosse e respiro affannoso mentre puliva la sua spesa con una miscela di soluzione di candeggina al 10%, aceto e acqua calda. I fumi della candeggina possono infliggere danni ai polmoni, causando problemi respiratori.

Secondo lo studio sono più di 45mila americani avvelenati dall’uso accidentale dei disinfettanti o detergenti nel primo trimestre del 2020 (da gennaio a marzo), rispetto all’anno scorso. 

L’aumento dell’avvelenamento potrebbe essere dovuto a un uso improprio, tra cui l’uso di più di quanto indicato sull’etichetta, la miscelazione di più prodotti chimici, il mancato utilizzo di indumenti protettivi e l’applicazione in aree poco ventilate.

Il rapporto non fornisce informazioni che mostrino un chiaro legame tra le esposizioni e gli sforzi di pulizia di COVID-19. Ma l’aumento dei casi di avvelenamento rispetto al trimestre del 2019, fanno capire che si tratta dell’uso di questi prodotti.

L’aumento di avvelenamenti riconducibile all’uso di prodotti alla candeggina è di circa il 62,1% dal 2019 al 2020; mentre l’aumento all’esposizione di prodotti disinfettanti analcolici hanno registrato un aumento del 36,7%.

Secondo il rapporto, un numero maggiore di persone ha inalato accidentalmente queste sostanze chimiche. Si è registrato un aumento del 35,3 per cento per tutti i detergenti e del 108,8 per cento per tutti i disinfettanti.

Per quanto riguarda l’avvelenamento legato all’età, il rapporto dice di non aver trovato alcun aumento significativo tra le varie fasce d’età. Ma nel corso degli anni, un numero sempre maggiore di bambini di 5 anni e più si è esposto inconsapevolmente a queste sostanze chimiche.

Lo studio sugli effetti del disinfettante ha due limiti significativi

Il rapporto ha due limiti. In primo luogo, gli esperti pensano di aver sottovalutato il tasso e la gravità degli avvelenamenti perché hanno basato il loro rapporto solo sulle chiamate ricevute dal centro antiveleni. In secondo luogo, gli autori non sono sicuri del legame tra l’esposizione al disinfettante e gli sforzi per prevenire o trattare il coronavirus (Covid-19).


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Angelina Tortora

Giornalista pubblicista, amministratore e autrice presso Notizieora.it. Ragioniera commercialista e revisore legale iscritta all'albo. Ha collaborato per molti anni con il Caf Tutela Fiscale e con la testata Investireoggi.it area Fisco e previdenza. Scrivere è passione, è vita, mi accompagna da quando ero bambina. Attraverso la scrittura posso comunicare notizie, idee e soprattutto aiutare gli altri. In un mondo dove tutto va all’incontrario, e dove tutto è confusione, il mio obiettivo è quello di diffondere notizie che aiutino. NotizieOra rappresenta la realizzazione di un sogno, dove esprimersi è libertà, è passione. “Solo attraverso la scrittura possiamo avere notizia di uomini che ci hanno preceduto e scoprire in cosa si sono distinti. E, come i classici insegnano, se si ha memoria di qualcuno, se ne protrae l’esistenza.”