Coronavirus e fumatori: è vero che sono meno esposti al contagio?

Il fumo da nicotina protegge le persone dal coronavirus? L’ipotesi e la smentita degli istituti scientifici.

Una tra le tante informazioni che incuriosiscono i cittadini in questo periodo di lockdown è sapere se chi fuma corre più rischi in caso di contagio. Diverse notizie, infatti, si sono susseguite su questo argomento, alcune sostenevano che i fumatori erano protetti dalla nicotina, altre, invece, smentivano tale ipotesi. Cosa c’è di vero in tutto questo? Come reagisce il corpo di un fumatore agli attacchi del Coronavirus?

Coronavirus: i fumatori sono protetti?

In qualche modo, non esattamente chiaro ai più, le persone che fumano sono più resistenti all’attacco del Covid19? Nelle ultime ore si sono diffuse diverse opinioni espresse da istituti scientifici, in particolare si è ipotizzato che la nicotina prenda possesso delle proteine ricettori denominate appunto ricettori nAChR (Nicotinic acetylcholine receptors), che a quanto pare sarebbero le stesse utilizzate dal Coronavirus. Quindi, in sintesi, trovando queste proteine già occupate, nel caso di persone fumatrici, il virus troverebbe un grosso ostacolo e di fatto la propagazione nelle altre cellule verrebbe bloccata. Questa è solo una ipotesi avanzata da alcuni specialisti che a quanto pare, sperimentano questa teoria, con l’uso di cerotti che rilasciano nicotina gradualmente e con diversi dosaggi, applicandoli a soggetti molto esposti al contagio (personale Medico/Infermieristico), per verificare se ci sono significative variazioni nelle casistiche sia dei contagiati che di maggiore reattività per quelle già positive.

Fumo e coronavirus: quali connessioni?

Bisogna assolutamente tenere conto che sia il fumo che il Coronavirus attaccano i polmoni e che nella peggiore delle ipotesi questo organo vitale si troverebbe a “combattere” su due fronti, quindi, il paziente fumatore si troverebbe in maggiore difficoltà rispetto ad altri contagiati non fumatori in condizioni generali comparabili.

Inoltre se, come è naturale che sia, si osservano i dati statistici relativi ai contagi già in possesso della comunità scientifica viene fuori un quadro molto diverso. Precisiamo che la quantità di informazioni in possesso è relativamente bassa ma al momento le osservazioni statistiche parlano di circa un 5% di non fumatori che sono ricorsi alla terapia intensiva o alla ventilazione, mentre per i pazienti fumatori si arriva ad un 12%.

Quindi come qualsiasi persona saggia farebbe, viene da pensare che è molto più reattiva una persona che non fuma rispetto ad un tabagista.

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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.