Coronavirus e inquinamento: c’è un legame sulla qualità di vita, lo studio

Coronavirus e inquinamento, si cerca di trovare una correlazione tra le due cose. Gli studi lo confermano ma la certezza non c’è ancora.

Ormai sul Coronavirus si racconta e si dice di tutto: ci sono alcuni studi in atto che mettono in correlazione la cattiva qualità dell’aria e il tasso di mortalità del virus.

Coronavirus e inquinamento: sono collegati?

Ci sono molti studi che mettono in collegamento la mortalità da Coronavirus con l’inquinamento dell’aria, ma bisogna ancora fare chiarezza sulla cosa.

La sperimentazione arriva dall’Inghilterra e la spiega Marco Travaglio. Sono stati raccolti i risultati di 120 stazioni di monitoraggio, proprio per rilevare il tasso d’inquinamento nelle zone dove ci sono state morti da Coronavirus.

In effetti i dati hanno dato ragione a questa teoria: si è arrivati alla deduzione che, dove c’è più inquinamento, c’è stato un numero più alto di infezioni e mortalità correlati al virus.

Adesso non si deve far altro che verificare se questi dati siano reali e rintracciare cause e prove. Il ricercatore comunque conferma che le condizioni di salute di un soggetto in zone con scarsa qualità dell’aria somigliano molto a quelle che vanno a provocare la vulnerabilità al Coronavirus.

Questo tipo di studi non si sono fermati alla sola Inghilterra, sono stati effettuati anche in Germania, ed è stato visto anche qui che un’esposizione prolungata di inquinamento può essere un fattore determinante per provocare un aumento della mortalità.

In Danimarca è successa più o meno la stessa cosa: si è potuto verificare che gli abitanti che vivono nelle zone più inquinate hanno rilevato un numero di cellule antinfiammatorie più elevato e, di conseguenza, sono più vulnerabili al virus.

Per adesso non si vuole allarmare nessuno, ci sono degli indizi, ma certezze non ancora, la definitiva relazione causa-effetto non c’è ancora. Per avere dei dati precisi bisogna calcolare tante altre cose, tra cui la densità delle persone e il livello di traffico.

Secondo Jonathan Grigg non c’è certezza e non c’è ancora una risposta definitiva, ci vogliono dati più precisi, non bisogna arrivare a conclusioni affrettate. La cosa di fondamentale importanza, che non deve essere fatta solo in questo periodo che c’è l’interessamento da Coronavirus, è che l’aria si dovrebbe mantenere sempre pulita, solo così potremmo proteggere la nostra salute.


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