Coronavirus e Italia: situazione economica e sociale difficile, con tanta storia da raccontare

L’Italia ai tempi del coronavirus con tantissimi problemi economici e sociali, ma con tanta storia da raccontare. La Costituzione calpestata e le banche…

Buongiorno Italia, anche se non so se lo sia per l’Italia. Non parlo della lenta fase 2, ma all’inizio del declino economico più importante dell’Italia, a cui seguirà quello sociale.  L’UE è un sistema nato da e con troppi cavilli burocratici di partenariato tra gli stati membri, direttive, normative e con una serie di condizioni inderogabili che ne bloccano il normale funzionamento. Lo si evince ogni giorno per chi ha attività e vi lavora

Come sappiamo, dal 2012 ad oggi il Bel Paese, ha ceduto la propria sovranità per rimanere nel sistema UE, la quale non chiede la parità di sovranità tra gli stati, come dal costituzione italiana nell’articolo 11, ma di sottostare a vincoli di accordi per un bene comune, che è tutto da vedere, tranne per la Germania. Comunque vedremo dopo il 5 maggio la decisione della corte costituzionale della Germania cosa deciderà. Potrebbe esserci un forte scossone nella Stessa UE.

La costituzione italiana calpestata

Il fatto che gli italiani hanno visto troppe volte calpestare la propria costituzione, per cui ora nessuno ci fa più caso, e la ritengo intollerabile, forse per il bene comune UE. Ma credo che si debba comunque porsi una domanda su tutto questo. 

Comunque gli italiani tutti, sono rimasti disciplinatamente rinchiusi in casa per due mesi, cosa che mi ha stupido. Di sicuro l’Italia è cambiata molto dai tempi in cui ci vivevo. Ai miei tempi non credo che avremmo rispettato il “lokdown“ come è stato fatto in questo 2020 (sicuramente non io). Altri tempi suppongo. Per fortuna lavoro e vivo in Croazia e nonostante le “rigorose“ misure, la gente non era rinchiusa in casa, poteva fare attività fisiche personali, passeggiate con o senza cani, ci si poteva spostare in tutto il perimetro dei quartieri (nelle città), e/o nei comuni, i cittadini potevano frequentarsi (con i opportuni accorgimenti), ovvio non assembramenti, e tra i comuni tramite il epass (attraverso il sistema elettronico che abbiamo) potevi spostarti senza difficoltà. Le regole erano ben visibile sui siti dei comuni, delle contee, della protezione civile, di tutti ministeri e del governo croato, in qualsiasi caso bastava fare anche una telefonata per tutte le informazioni. 

Credo che con il socialismo abbiano creato un sistema statale più ramificato e funzionale.

Negli ultimi tempi, si legge che gli italiani sono stufi della UE, ma è quello che si legge, ma non credo che sia così. Ancora una metà dei cittadini italiani rimarrebbe in UE sforzandosi di non vedere la realtà delle cose. Vi è del masochismo in questo.

Italia: le banche fanno da sovrane

Ora veniamo ad altro. C.a 2 mesi fa scrissi una lettera a questa redazione per un caso reale (link: Conto corrente: la banca può autorizzare la chiusura all’improvviso, il caso reale). Da qui la collaborazione, che fin oggi funziona. Gli articoli che ero intenzionato a scrivere erano incentrati sulle informazioni riguardanti il settore bancario, il funzionamento della UE, rapporti economici tra i paesi est-ovest europa, informazioni alle imprese e verso i cittadini comuni, in modo tale che tutti sapessero qualcosa di più sulle regole dei paesi ad est, per dare una migliore conoscenza verso chi ancora fatica a capire come funzionano i paesi all’est. 

Ma con l’avvento del COVID19 (tecnicamente: SARS-COV2) tutto è cambiato, per cui anche il sottoscritto ha dovuto adattarsi alla situazione, ma con un uno spirito molto più critico di quanto si legge tra i mass media, locali che italiani. Sbagliato o no, queste sono le mie idee e le porterò sempre avanti nel giusto spirito critico rispettando le idee degli altri, come siamo abituati in Europa. Europa la patria delle democrazie mondiali, dove sono nati i più grandi filosofi di ogni secolo, non c’è lo dimentichiamo.

Per cui ritengo giusto dire che non è una soluzione quella di rimanere all’interno delle mura domestiche come all’interno delle mura di un castello, prima o poi si deve prendere una decisione e affrontare il nemico e batterlo. Le stesse mura potrebbero diventeranno la nostra galera. Dopo due mesi di “arresti domiciliari“, per la paura di rimanere di nuovo rinchiusi, seremo disposti a tutto, anche a “vendere“ la nostra libertà, per non isolarci di nuovo, e lo vedrete presto, già ci sono delle app, poi nuovi vaccini, poi seguiranno i cip sottocutanei o cosa?

Avrei voluto parlare di economia lo so, ma quello che sta succedendo in Italia comunque non è un normale, la si sta mortificando. 

Non dimentichiamoci la sua storia, la sua cultura, la sua arte e soprattutto i suoi personaggi storici, che davanti alle difficoltà, le pestilenze e la morte hanno saputo reagire e vincere.

Pensare e reagire

E.Fumagalli


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.