Coronavirus e l’estate: ecco come potrà influire

Coronavirus e diffusione in estate, bisogna fare ancora molta attenzione, gli esperti hanno provato che il virus non diminuisce.

Tutti in attesa che il Coronavirus finisca e ci faccia ritornare alla vita di sempre, specialmente con l’arrivo delle temperature più alte. Molti i virologi che ci hanno dato speranza che il Coronavirus in estate possa rallentare la presa, anche se più volte è stato scritto che la seconda ondata arriverà in autunno.

Coronavirus: l’estate alle porte, ma bisogna fare attenzione

A creare confusione sul rallentamento dell’azione di contagio del Covid-19 in estate con le temperature calde è un recente studio pubblicato sul  Canadian medical association journal, nel quale si evince che latitudine e temperature non hanno nessuna influenza sulla diffusione del coronavirus.

Lo studio mette in risalto il fatto che bisogna fare ancora molta attenzione e che i nostri sacrifici e le restrizioni approvate dal Governo non sono state vane, perché hanno permesso di ridurre fortemente i contagi.

Lo studio fornisce prove documentate che gli interventi sanitari operati nel paese hanno ridotto fortemente la crescita della pandemia da Coronavirus.

Lo studioso Dionne Gesink afferma che la ricerca si è basata su 144 aree in Australia, Canada e Stati Uniti, e ha abbracciato anche vari paesi in tutto il mondo, per un totale complessivo di 375.600 casi di contagio confermati di Covid-19.

Sono stati esclusi dalla ricerca Italia, Corea del Sud e Cina, dove il Coronavirus già era in discesa.

Per effettuare la stima i ricercatori hanno confrontato i casi alla data del 27 marzo con quelli risultati al 20 marzo e inoltre, hanno rilevato la latitudine, l’umidità, la temperatura e le misure restrittive adoperate: chiusure delle scuole, divieto di assembramenti, chiusura attività e distanza sociale di un metro.

Il risultato dell’indagine non ha rilevato nessuna associazione tra temperatura, latitudine e crescita dei contagi da Coronavirus, solo una debole e poco rilevante associazione tra umidità e riduzione dei contagi.

Da questo studio si evince che il clima più caldo non ha nessun effetto sulla progressione dei contagi da Covid-19. Anche gli autori sono rimasti sorpresi, perché un precedente studio dimostrava risultati diversi; quando, però, hanno deciso di analizzare dettagliatamente con più rigore, hanno ottenuto un risultato totalmente contrario.


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