Coronavirus e spostamenti tra regioni in quale data: 25 maggio o 1° giugno?

Gli spostamenti dopo l’emergenza dal Coronavirus tra le regioni potrebbero sbloccarsi già dal 18 maggio, al massimo il 25 maggio

Finalmente l’Italia riparte dopo il Coronavirus e dà via libera anche agli spostamenti tra regioni dal 25 maggio o dal 1° giugno 2020, valido anche per recarsi alle seconde case. Allo studio il governo ha queste due date, nelle quali si prevede la ripartenza degli spostamenti fra le regioni.

Coronavirus e spostamenti: allo studio due date per gli spostamenti fuori regione.

I tecnici del governo hanno due date su cui fissano il via agli spostamenti fuori regione in tutta libertà. L’obiettivo è quello di ripartire in sicurezza, evitando quanto più possibile nuovi contagi da Coronavirus. Il piano esecutivo prevede la ripartenza anticipata nelle zone dove i contagi sono stati meno invasivi, con misure di prevenzione stringenti.

Ad esempio, si prevedono tempi più lunghi per il Piemonte e la Lombardia, dove i contagi sono in diminuzione, ma ancora in numero elevato rispetto alle altre regioni italiane.

La prima riapertura forse arriverà il 18 maggio 2020, che investirà l’uscita con gli amici e la possibilità di recarsi nelle seconde case, solo se fanno parte della stessa regione.

Spostamenti fuori regione, le date allo studio: 25 maggio o 1° giugno

La Fase 2 sugli spostamenti fuori regione vengono studiate su due date, il 25 maggio o il 1° giugno; le regioni non partiranno tutte insieme, ma saranno divise a scaglioni. Il via libera sarà concesso in anticipo a quelle che hanno avuto minori contagi.

Nello specifico si prevede che due regioni limitrofe che hanno avuto pochi contagi potranno riaprire i confini e i cittadini si potranno spostare, sempre con tutte le precauzioni, tra le due regioni. Mentre le regioni che hanno avuto contagi da Coronavirus più elevati riapriranno con maggiore prudenza.

In effetti i viaggi tra le regioni saranno permessi sempre con tutti i sistemi di sicurezza e con la massima prudenza dal Centro al Sud Italia, si prevede dalla Toscana in giù.

Bisogna attendere il nuovo decreto, che darà il via anche all’apertura delle regioni.


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