Coronavirus e vecchie denunce: come cambiano con la depenalizzazione?

Il nuovo Decreto legge in vigore modifica le sanzioni penali in violazioni amministrative. Per i vecchi trasgressori solo una multa di 200 euro. Tutte le info.

Le denunce pensali si modificano in violazioni amministrative. Il nuovo Decreto Legge n. 19 del 25 marzo 2020, reso operativo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n. 79 del 25 marzo 2020, converte le sanzioni. In pratica, i reati e le sanzioni penali subiscono una metamorfosi trasformandosi in sanzioni amministrative.

Chi viola gli spostamenti infrangendo le norme sulle restrizioni imposte dal Governo per fronteggiare l’emergenza da Covid-19, sarà soggetto a nuove sanzioni previste per l’illecito amministrativo con multe che oscillano da 400 euro fino a 3 mila euro. E, non solo, tali sanzioni saranno aumentate di un terzo per chi si muove utilizzando un veicolo, mentre, nel caso di soggetti “incalliti”, ossia recidivi la multa sarà raddoppiata.

Il nuovo decreto che depenalizza le denunce

Nel decreto viene chiarito in modo esplicito che non saranno applicate le sanzioni disciplinate dall’articolo 650 del codice penale. Nelle quali, per i trasgressori della norma è prevista una sanzione di circa 206 euro e una pena detentiva fino a 3 mesi. Gli atti dei soggetti violatori delle norme sugli spostamenti non saranno inviati alle Procure della Repubblica. Ma, gli atti penali contestati si trasformano in atti sanzionabili amministrativamente. In sostanza, salta la procedura che portava all’avvio di un procedimento penale con tutta la sua prassi. Parliamo di oltre 110.000 denunce, per le quali, l’inoltre del procedimento penale con tutte le conseguenze è già partito.

Cosa accadrà ai vecchi trasgressori?

I soggetti che sono stati denunciati dalle forze dell’ordine prima dell’entrata in vigore del nuovo decreto. E, per i quali è in corso il procedimento penale, per l’effetto del nuovo decreto subiranno la modifica da sanzione penali a sanzione amministrativa. Con la riduzione della multa di circa la metà. Ciò significa che, i soggetti che sono stati denunciati con il vecchio sistema, dovranno versare la metà della sanzione di 400 euro, ossia pagare solo 200 euro.

Da sanzione penale ad amministrativa del Codice della strada

In sostanza con la depenalizzazione le sanzioni si modificano da penali in amministrative, subendo la stessa procedura per l’imposizione della pena e la riscossione dell’infrazioni previste per il Codice della strada. Il trasgressore della violazione potrà beneficiare della riduzione del 30% sulla sanzione, se procede al pagamento entro 5 giorni dalla notifica del verbale. Per effetto del Decreto Cura Italia diventano 30 giorni, se la notifica dell’atto avviene entro il 31 maggio. In sostanza, chi viola la norma paga solo 140 euro.

La depenalizzazione investe anche il reato di epidemia colposa?

Tuttavia, nel caso di reato di procurato epidemia colposa, si attivano le procedure penali che prevedono la reclusione del soggetto trasgressore da 1 fino a 5 anni. Mentre, per chi viola la quarantena e si sposta violando il divieto, rischia la pena prevista dal Testo unico delle Leggi sanitarie disciplinato dall’articolo 260 del Regio decreto n.1265/34, che prevede la una pena congiunta per cui è prevista una pena detentiva che va da 3 fino a 18 mesi e il pagamento di una penale che oscilla da 500 fino a 5 mila euro.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein