Coronavirus, fase 2 e spostamenti: domicilio, residenza e abitazione, quali consentiti?

Per gli spostamenti della fase 2, iniziata il 4 maggio, molta è la confusione che aleggia attorno ai concetti di abitazione, residenza e domicilio.

Il decreto in vigore dal 4 maggio permette il rientro presso il domicilio, l’abitazione o la residenza. Cosa cambia e quali spostamenti sono realmente consentiti? Come al solito i cittadini rimangono confusi dalle nuove regole, soprattutto in virtù del fatto che in questo periodo di emergenza sanitaria, per forza di cose, stanno cambiando molto spetto.

Coronavirus e spostamenti fase 2

Il nuovo decreto, firmato da Giuseppe Conte lo scorso 26 aprile ed entrano in vigore il 4 maggio maggio scorso chiarisce, tra le altre cose, che tra gli spostamenti consentiti sarà permesso il rientro presso il proprio domicilio, la propria abitazione o la residenza.

A destare perplessità nel decreto di maggio, quindi, non è stata sola la definizione di congiunti q creare confusione ma anche la differenziazione tra domicilio, abitazione e residenza. Vediamo, quindi, cosa si intende e dove sarà possibile recarsi e dove, invece, ci sarà ancora proibito.

Residenza: è il luogo in cui il soggetto ha la residenza anagrafica (dichiarata anche al Comune) e comporta l’iscrizione alle liste elettorali di quel Comune e il fatto che si possa ottenere il rilascio di atti e documenti dallo stesso.

La residenza è riportata anche nei documenti di identità, se i dati sui documenti non sono aggiornati è possibile autocertificare la propria residenza o con un certificato anagrafico o compilando i moduli di autocertificazione messi a disposizione dal Comune.

Domicilio: un luogo in cui non si ha la residenza ma che rappresenta la sede principale di affari e interessi (anche privati). L’elezione del domicilio, però, non avviene tramite espresse formalità e a differenza di quello che accade con la residenza, non esiste un certificato di domicilio. Per attestare il domicilio, in questo frangente che potrebbe portare anche a multe e sanzioni, potrebbe bastare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà effettuata sotto la propria responsabilità dal soggetto.

Abitazione: si tratta del luogo in cui il contribuente e i suoi familiari dimorano abitualmente (possono avvalorare l’abitazione utenze intestate che facciano intendere che si viva abitualmente in quell’immobile.


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Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.