Coronavirus: i cardiopatici a rischio, ecco a cosa fare attenzione

Per chi è cardiopatico i rischi sono maggiori se si contrae il Coronavirus, si rischia fino ad arrivare alla morte.

Come abbiamo sempre saputo il Coronavirus colpisce più facilmente le persone che già soffrono di grosse patologie, ma un nuovo studio proveniente da Brescia ha stabilito che, per chi ha delle importanti patologie al cuore, ha un indice di mortalità più alto rispetto ad altri. L’ISS ha dichiarato che le statistiche confermano questo dato: 8 morti su 10 soffrivano di malattie cardiache.

I cardiopatici sono soggetti più a rischio di morte con il Coronavirus

Se si prendono in esame un determinato numero di casi, nel nostro caso sono state esaminate 2316 cartelle cliniche di pazienti deceduti, possiamo avere alcune conferme. Il 62% erano uomini, la media della mortalità 81 anni, la media dei contagiati 62 anni, il 63% avevano almeno tre patologie, una letalità finale del 12,6%.

Le analisi di questi mesi hanno confermato che pazienti affetti da Coronavirus e cardiopatici avevano quasi sempre una prognosi severa, il motivo delle morti più frequenti sono state lo shock settico, l’embolia polmonare ed eventi tromboembolici. Già dalla Cina erano arrivate queste prime notizie di maggiore suscettibilità per chi aveva il virus nei cardiopatici.

In Italia, poi, si è avuta la conferma di tutto questo, arrivando a sapere cose ancora più precise come l’età, la storia dell’insufficienza cardiaca, la storia dell’insufficienza renale, il diabete. Ci vengono confermate anche l’importanza di altri valori, che sono la creatininemia, la linfopenia e la troponina plasmatica.

Tra tutti i pazienti cardiopatici, il 40% soffrivano di insufficienza cardiaca, il 36% di una fibrillazione atriale, il 24% di cardiopatia ischemica, ben l’80% erano pazienti maschi, circa il 30% dei pazienti è deceduto.

Iniziando a capire un po’ meglio e descrivendo per la prima volta i fattori di rischio e le caratteristiche cliniche, per un numero elevato di mortalità nei pazienti cardiopatici, viene aperta una strada alle future ricerche sulle infezioni dovute al Coronavirus e del sistema vascolare.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp