Coronavirus: i funerali nella fase 2 senza cortei, ecco cosa cambia

Dal 4 maggio con la fase 2 in periodo da Coronavirus, cambiano le regole per i funerali che si potranno fare all’aperto e con un massimo di 15 persone.

Con la fase 2 dell’emergenza Coronavirus, dal 4 maggio vanno a decadere e a modificarsi parecchie regole che c’erano sui funerali. Con la fase 2, infatti, i funerali si potranno fare, ma senza cortei, con locali sanificati, e con un massimo di 15 persone, con distanziamento e protezioni.

Coronavirus: dal 4 maggio funerali sì, ma senza cortei

Finalmente sono arrivate le regole che daranno la possibilità di fare i funerali con l’emergenza da Coronavirus: dal 4 maggio, con l’inizio della fase 2, il massimo delle persone che potranno parteciparvi sono 15, la funzione deve essere all’aperto, rispettando le distanze di almeno un metro e indossando le mascherine.

Il Decreto con un’integrazione del Viminale chiarisce che le funzioni religiose per i funerali devono essere all’aperto, non in abitazioni o Chiese, devono durare tempi contenuti e, una volta finita la funzione, non ci deve essere assembramento o corteo, tutto deve avvenire dove viene celebrata la funzione, vietati gli spostamenti.

Nel caso si decidesse di celebrare la messa, sempre all’aperto, non ci deve essere contatto fisico tra le persone e la comunione dovrà essere consegnata nelle mani oppure messa su dei piattini durante la funzione; anche il prete, dovrà indossare i dispositivi di protezione.

L’unica eccezione affinché si possa celebrare la funzione in un luogo chiuso richiede la sanificazione dell’intero ambiente e la garanzia che il locale in oggetto garantisca la sicurezza per il distanziamento di tutti i partecipanti.

La Conferenza Episcopale Italiana ha proposto di fare, in questo periodo di emergenza Coronavirus, una celebrazione religiosa con solo la liturgia della parola, invece di fare la messa.

Il Viminale, intanto, lascia la scelta alle chiese della funzione religiosa da adottare, in quanto la celebrazione rientra nell’autorità ecclesiale, in base anche alle diverse situazioni che si possono trovare nei vari territori, le consuetudini locali e le tradizioni, dando vita ad una cerimonia che si svolga in un tempo contenuto.


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