Coronavirus: il 15% degli italiani già sono immuni

Coronavirus: i test sierologici hanno dato risultati buoni, il 15% delle persone sono risultati immuni, gli esperti sono fiduciosi.

All’Ospedale San Martino di Genova si sono avuti già i primi risultati dei primi test sierologici sul Coronavirus, con risultati che sono molto incoraggianti: la percentuale è buona, si parla del 15%, ma la percentuale potrebbe essere ancora maggiore.

Coronavirus: il 15% delle persone potrebbe risultare già immune

Mentre si aspetta il vaccino, che non arriverà prima di dicembre, l’idea dei test sierologici è stata la migliore cosa da fare per verificare chi ha effettivamente sviluppato gli anticorpi al Coronavirus, così da poter affrontare una Fase 2 con più certezze e meno dubbi.

Molto dipenderà dalla curva del contagio e di come procederà nei prossimi giorni, le previsioni sono per la riapertura in maniera lenta e graduale dal 4 maggio. Sono proprio questi test sierologici che possono aiutare a tornare ad un graduale ritorno alla normalità, lo pensa anche il direttore Matteo Basetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive dell’Ospedale San Martino di Genova.

Sono stati fatti migliaia di test sierologici su soggetti non sintomatici e i risultati hanno dato percentuali abbastanza alte: il 15%; addirittura si può pensare a risultati migliori e a percentuali più alte. Come già si dice da molto tempo, da questi risultati si può dedurre come le persone che sono stati colpite dal Coronavirus sono di sicuro un numero più alto di quello dichiarato fino ad oggi.

Se tutto questo fosse vero, l’indice di mortalità risulterebbe più basso, anche quello di ospedalizzazione e quello della gravità. Per avere notizie ancora più precise bisognerebbe fare degli screening di massa, solo così si potrebbe risalire al vero numero dei contagiati, la loro età e cosa fanno nella vita.

Diciamo che non sarebbe nemmeno tanto difficile farli, basterebbe un banchetto in strada, i risultati si avrebbero in 10 minuti. E’ probabile che i cittadini si presterebbero di sicuro al test, incuriositi anche dal fatto di sapere se sono stati toccati dal virus o no.


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