Coronavirus: il vaccino tramite un cerotto, le ultime novità

Vaccino cerotto per coronavirus, la fase di sperimentazione ha dato ottimi risultati, per autunno entrerà in commercio.

La ricerca del vaccino contro il Coronavirus investe gli scienziati di tutto il mondo. Le ultime indiscrezioni arrivate dal mondo della scienza prevedono che entro l’autunno potrebbe arrivare un vaccino sotto forma di cerotto. I ricercatori sono già a buon punto sul vaccino cerotto, attualmente è in fase sperimentale e i risultati al momento sono incoraggianti.

Coronavirus, il vaccino in fase sperimentale: lo studio

La ricerca è condotta dall’Università di Pittsburgh, famosa per aver creato il primo vaccino contro la poliomielite.

Tra l’equipe c’è anche uno scienziato italiano, Andrea Gambotto, che, con un’intervista telefonica al Sole 24 Ore, ha spiegato il vantaggio del cerotto vaccino. Lo scienziato italiano ha chiarito che con il vaccino cerotto la risposta è migliore e si ha una risposta immunitaria più alta, dovuta allo strato superficiale della prima barriera del nostro sistema immunitario contro la difesa da batteri e virus.

Un aspetto molto importante, che non va sottovalutato, è che permette di risparmiare la quantità di vaccino da inoculare. Il cerotto permette di localizzare in un punto specifico il preparato, questo permette una concentrazione del vaccino per Coronavirus più alta, con una reazione più potente e attiva.

C’è anche un terzo aspetto da valutare: il sistema è termostabile; questo significa che può essere trasportato facilmente, in quanto non perde temperatura e non ha bisogno di particolari attenzioni, previste per tutti gli altri vaccini.

Un vaccino ottimo sotto tutti gli aspetti, ma che dovrà superare l’autorizzazione dell’Aifa (Agenzia italiana del farmaco).

Si sta cercando di trovare la soluzione velocemente e verificarne tutti gli aspetti, in modo da abbreviare i tempi di rilascio ed arrivare ai primi di autunno con le prime somministrazione del vaccino contro il Coronavirus. Inoltre questo vaccino è compatibile con il vaccino antinfluenzale. Logicamente bisogna ancora attendere che la sperimentazione volga al termine e raggiunga un’efficacia intorno al 60-70%.


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