Coronavirus in Cina 108 nuovi contagi, dato allarmante per una seconda ondata

Coronavirus: in Cina 108 nuovi contagi di cui 98 vengono da fuori per il rientro di cinesi dalle altre parti del mondo.

La Cina dichiara 108 nuovi casi di Coronavirus: questa situazione e questi numeri non si verificavano ormai da un più di un mese e questa nuova situazione allarma non solo la Cina, ma anche tutti gli altri paesi nel mondo.

In Cina nuovi contagi da Coronavirus, dati allarmanti

Questa nuova situazione grave e allarmante è stata riportata dalla Nacional Health Commission cinese, anche se è stato accertato che 98 casi sono stati importati e 10 invece sono locali. Dato allarmante, che può far capire come i tempi per uscirne potrebbero essere davvero molto lunghi.

La Cina, come tutti ben sappiamo, è stato l’epicentro dell’origine del Coronavirus, e dopo tre mesi stava cercando di trovare la normalità, rimuovendo piano piano le rigide disposizioni per quanto riguarda i blocchi. Ma in questo momento ritorna la preoccupazione: il rientro dei cinesi nella propria nazione può comportare nuovi contagi e portare un’inevitabile seconda ondata di infezioni.

In particolare il pericolo può provenire dall’estero: infatti dei 108 casi registrati, 98 sono importati.

Ricordiamo che ufficialmente nel Paese i casi ufficiali sono 83523, i dati sono stati resi noti proprio stamattina dalla Johns Hoppkins University.

In Germania i guariti superano i malati

La Germania ha la percentuale più alta di guariti, il 50%, segue la Spagna con il 37%, l’Italia solo il 22%. La Germania risulta fare un numero di tamponi superiori alla altre nazioni e quindi riesce ad avere un tasso di letalità più basso, registrando anche i casi meno gravi e leggeri.

La Spagna allenta la misura e cala il numero dei morti

Il Governo in Spagna ha già allentato alcune misure di sicurezza: molti lavoratori sono andati a lavoro e le strade sono poco trafficate, nei mezzi pubblici c’è poca gente e tutta a debita distanza. All’esterno degli ingressi delle Metropolitane vengono distribuite mascherine gratis; non tutte le aziende possono lavorare in remoto.

Criticata molto questa decisione da politici regionali, ma il primo ministro conferma che l’ok è stato dato da un comunicato di esperti, restano chiusi fino al 26 aprile tutto il resto degli esercizi e rimane in vigore la quarantena per tutti gli altri. Intanto il numero dei morti continua a scendere.

 


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