Il Coronavirus è più debole? Gli esperti si dividono

Gli esperti del panorama medico italiano hanno acceso il dibattito sulla reale pericolosità del virus SARS-COV-2, fra allarmismo e ottimismo

La capacità di diffusione del virus ha infuocato nuovamente il dibattito medico. Fra ottimismo e allarmisti il mondo degli esperti si è diviso sulla reale efficacia del Covid-19. 

Gli esperti: il virus si è davvero indebolito?

un pool medico, composto da specialisti di diversi settori, ha pubblicato un Manifesto condiviso con cui ha ribadito la propria linea di pensiero in merito all’effettiva pericolosità del Coronavirus. Alla luce dei recenti studi, infatti, il virus mostrerebbe una carica virale più bassa, perciò chiunque lo contragga avrebbe molte meno possibilità di aggravarsi e di infettare gli altri. 

La lettera reca la firma di esperti del calibro del Dottor Alberto Zangrillo, primario del San Raffaele,  dell’epidemiologo Donato Greco, del virologo Giorgio Palù e del Dottor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri Irccs. 

La risposta del Comitato tecnico scientifico 

Grande dissenso è stato, invece, manifestato dal Comitato Tecnico-Scientifico che in questi mesi è stato al fianco del Governo nelle decisioni riguardati il lockdown e le misure di prevenzione per risolvere la pandemia da Coronavirus. Il focus è uno solo: il virus c’è ancora. Non vi sono, infatti, prove certe che sia più debole. Soprattutto è necessario mantenere una certa prudenza. 

Tale posizione è stata patrocinata anche da altri esponenti del mondo sanitario. Primi fra tutti Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, Franco Locatelli, direttore del Consiglio Superiore di Sanità e Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento di malattie infettive dell’Iss. 

I dati sul virus

Indubbiamente nell’ultimo periodo si è assistito ad un importante calo dei malati con sintomi e soprattutto ad una drastica diminuzione dei ricoveri in terapia intensiva. Sulla portata della carica virale, però, come sottolineano gli esperti più prudenti, non vi sono sufficienti dati per scongiurare definitivamente il pericolo del coronavirus.

La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità, alla luce delle recenti analisi, ha promosso nuove linee guida sul periodo di quarantena, sostenendo che dopo 3 giorni senza alcun sintomo il paziente non sarebbe più contagioso. In Italia, però, l’Rt è ancora 0,5 quindi è ancora presto per poter abbassare la guardia. 


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