Coronavirus, le 3 italiane che hanno isolato il ceppo italiano

Altre tre ricercatrici italiane sono state in grado di isolare il ceppo italiano del Coronavirus, apportando un grande contributo alla ricerca scientifica.

Sono ancora tre italiane a fare grandi passi avanti nella ricerca contro il Coronavirus: i loro nomi sono Alessia Lai, Arianna Gabrieli e Annalisa Bergna. Le tre ricercatrici sono state in grado di isolare il ceppo italiano del Coronavirus lavorando in una squadra dell’Università Statale e dell’ospedale Sacco di Milano. Qui, hanno collaborato assieme ad altre figure come il collega Maciej Tarkowski e il professor Gianguglielmo Zehender, tutti coordinati dalla dottoressa Claudia Balotta. Perché è tanto importante questo traguardo? Cosa significa “aver isolato il ceppo italiano” del Coronavirus? Ve lo spieghiamo di seguito.

Le tre ricercatrici italiane che hanno isolato il ceppo italiano del Coronavirus

Sono giorni di grande panico, di grande attesa e speranza, la ricerca scientifica internazionale non trova un attimo di pace e ogni persona che vi lavora dà il massimo al fine di arrivare ad una soluzione del problema il più presto possibile.

Tra questi ricercatori, almeno per quanto riguarda l’Italia, si stanno facendo strada le donne: nei giorni passati  tre donne italiane hanno isolato il Coronavirus permettendone uno studio più approfondito, sperando di realizzarne anche delle soluzioni.

In questi giorni, come detto sopra, altre tre italiane hanno invece isolato il ceppo italiano del Coronavirus. Chi sono queste donne?

Iniziamo da Alessia Lai, di 40 anni e originaria di Parabiago, Milano.C’è poi Arianna Gabrieli, di 35 anni, proveninete da Galatina, Lecce, ed infine la più giovane, Annalisa Bergna, di 29 anni, originaria di Paderno Dugnano, Milano. Tutte e tre precarie.

Ma cosa significa aver isolato il ceppo italiano del Coronavirus? Qual è l’importanza della loro ricerca?

Grazie al lavoro delle tre ricercatrici si potrà conoscere ancora meglio il virus che in questo periodo sta mettendo in ginocchio l’Italia.

Con tale passo avanti lo si potrà analizzare ancora di più, sperando di creare un vaccino ad hoc capace di sconfiggerlo definitivamente.

Nel concreto, il lavoro delle ricercatrici consiste nell’avere identificato il profilo genetico del Coronavirus grazie ad alcuni campioni biologici che sono stati prelevati su dei pazienti.

Dopo aver fatto questo, il virus estratto dai pazienti di Codogno, è stato isolato ed è stato scoperto come il virus di ogni paziente fosse simile all’altro ma avente delle differenze.

Tali differenze si rifanno allo sviluppo personale ed invidiuale dei pazienti. Questo significa che si avrà la possibiltà si seguire più da vicno le sequenze molecolari ed osservare ogni singolo virus  al fine di poter capire come si sia arrivata all’attuale situazione di contagio.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.