Coronavirus, le tre italiane che hanno dato una svolta alla ricerca

Tre scienziate italiane sono state in grado di isolare il Coronavirus permettendone uno studio più approfondito e la possibilità di curarlo.

Tra tutte le notizie, belle o buone che stiamo ascoltando in questi giorni una più di tutte ci interessa da vicino come nazione e ci riempe di orgoglio. Stiamo parlando di tre donne italiane, capaci di aver dato una grande svolta al Coronavirus, il quale sta seminando panico, morte e anche intollerenza. Una bella notizia è che le tre scienziate e ricercatrici sono state in grado di isolare il Coronavirus, un contibuto di non poco conto, il quale può essere un messaggio di speranza. Questo ci fa capire come la ricerca può fare molto e come si sia sulla giusta strada. Sono donne, sono del sud e una di loro è anche precaria, andiamo a conoscere più da vicino chi sono queste eccellenze.

Chi sono le tre scienziate italiane che hanno isolato il Coronavirus

Le nostre tre eroine sono ricercatrici e scienziate presso lo Spallanzani e sono state le prime in Europa a raggiungere un così importante traguardo.

Tale processo di isolamento sarebbe una buona base per la realizzazione di vaccini e trattamenti contro il Coronavirus.

Ma abbandoniamo per qualche riga la questione del Coronavirus e conosciamo più da vicino le nostre tre eccellenze, capaci di un simile atto.

La leader di questo team eccellente è stata Maria Capobianchi, di 67 anni, una donna del sud che viene da Procida, con una laurea in scienze biologiche e specializzata in microbiologia.

Sotto il suo comando ci sono state Concetta Castilletti, che di anni ne ha 56, anch’essa del sud, in particolare dall’isola della Sicilia.

Quest’ultima è  specializzata in microbiologia e virologia e responsabile della Unità dei virus emergenti.

Infine, l’ultima ma non la meno importante, è Francesca Colavita, una giovane di anni 31, di Campobasso.

Colavita lavora allo Spallanzani da sei anni ed è una precaria, nonostante la sua bravura.

Ritornando all’aspetto scientifico di una tale notizia così importante, purtroppo non ancora si sa nulla di ufficiale sulla realizzazione di un vaccino in grado di contrastare il Coronavirus.

Ignota è anche la possibilità di collaborare con altri ricercatori stranieri.

Grazie all’isolamento realizzato dalle tre scienziate italiane sarà possibile studiarlo a fondo e cercare anche di capire come poterlo combattere.

Questo esito così importante apre davanti a sé una nuova fase di ricerca con la speranza di arrivare a trattamenti e vaccini capaci di porre un freno al virus.

Infine, quanto accaduto è l’emblema di come lavarando insieme e confrontandosi, si possa arrivare a risultati davvero importanti, ma è soprattutto una risposta al maschilismo e sessismo in cui sta annegando la nostra società.

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.