Coronavirus: per gli islamici non vale la quarantena, le moschee non chiudono

Coronavirus: chiese chiuse ma moschee aperte e nessuna quarantena

Noi tutti chiusi in casa, ma i porti sono aperti e i clandestini fanno le false quarantene negli hotel di lusso. Le chiese chiuse, ma le moschee, in particolare quelle abusive, sono aperte: questa è la situazione attuale di Napoli.

Coronavirus: le moschee non chiudono, le chiese si

La città di Napoli può essere davvero un cattivo esempio per questo: l’emergenza Coronavirus riguarda tutta l’Italia, quindi anche la città di Napoli, tranne però al Corso Lucci, dove c’è la sede di una moschea.

L’altro giorno c’è stata una segnalazione di qualche napoletano, che, esasperato, non ce l’ha fatta più, ha chiamato la Polizia Municipale e ha avvisato che si erano radunati la bellezza di una cinquantina di persone e che non gli sembrava giusto che loro sono chiusi in casa mentre, per altri, invece ci sia libertà di fare tutto quello che vogliono.

Queste grida di rabbia sono girate sui social, richiamando l’attenzione del Sindaco De Magistris: “Vi abbiamo chiamato tante volte, che cosa aspettate a mandarli via? La legge per loro non è valida?

Questo è il risultato della situazione in questa città, dove i musulmani se ne infischiano della quarantena e di chi, invece, la rispetta. Solo due giorni fa a Torre Annunziata un parroco era stato giustamente denunciato dai carabinieri, per aver fatto una benedizione funebre.

La dichiarazione della Polizia Municipale non cambia l’esito, che è quello di infrangere la legge; quando sono arrivati hanno dichiarato di averne trovati solo una ventina.

Chissà se il video è arrivato al Governatore De Luca, che fa dare la caccia ai poveri anziani soli, che al ritorno dalla spesa e per il peso che portano, si siedono un attimo sulle panchine per riposarsi.

E mentre da noi nelle moschee non si fa niente, a Cerenova, alle porte di Roma, un sacerdote che ha celebrato una messa è stato trattato da criminale. Ha trovato la Polizia Locale che ha interrotto la messa, giustamente, per evitare possibili contagi; il parroco, però, lo faceva per una ventina di persone anziane che non hanno nessuno e sono sole e per dare un po’ di sollievo a tutti loro, dando la comunione.


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