Coronavirus: perchè 28 giorni di quarantena in Lombardia?

Perchè la Lombardia sta meditando su una quarantena di 28 giorni per chi è entrato in contatto con un contagiato?

Quello che inizialmente si era pensato per bloccare i contagi del Coronavirus era che 14 giorni di isolamento potessero bastare per chi non avesse fatto il tampone. Dai primi studi, infatti, è emerso che dopo il contagio, solitamente, la tosse e la febbre insorgono nei casi più frequenti dopo 11 giorni,  dopo 5 giorni circa di incubazione.

14 giorni, quindi, per coloro che sono state potenzialmente esposti al contagio è un periodo di tempo ragionevole per monitorare lo sviluppo della malattia.

Quarantena di 28 giorni in Lombardia, ecco perchè

L’assessore al Welfare della Lombardia Giulio Gallera, però, ha annunciato che nella Regione si stanno cambiando le linee guida che il 23 marzo hanno diffuso i medici di base imponendo ai convalescenti lombardi una quarantena di 28 giorni.

La cosa sarà imposta ai convalescenti da sintomi che assomigliano a quelli dell’influena (ma che potrebbero essera da coronavirus) che non hanno effettuato il tampone e che andranno, quindi, trattati come contagiati.

I positivi conclamati da tampone, invece, possono interrompere la quarantena solo dopo il secondo tampone negativo: si effettuano 2 tamponi a distanza di 24 ore uno dall’altro e se entrambi risultano negativi l’isolamento può essere interrotto.

I casi sospetti invece, che fino ad ora si sono visti imporre 14 giorni di isolamento, d’ora in poi ne dovranno rispettare il doppio, 28 giorni.

L’assessore spiega che i 14 giorni “è un’indicazione riferita all’incubazione del virus, e stiamo vedendo molte positivi che dopo 14 giorni di clinica silente sono ancora contagiosi”, da qui l’idea di portare la quarantena a 28 giorni per evitare che i positivi silenti possano infettare altre persone.

L’evoluzione del virus ha avuto diversi modi, ci sono state persone asintomatiche che erano però positive, persone con sintomi molto blandi, anch’esse positivi. Diversi casi di guariti (come la Iena Politi di cui abbiamo parlato in questo articolo Coronavirus: ancora positivo dopo 30 giorni, la storia della Iena Alessandro Politi) che dopo i famosi 14 giorni risultavano ancora positivi.

Il virus, quindi, non agisce su tutte le persone allo stesso modo e l’unica maniera di essere sicuri che qualcuno sia guarito  è con il doppio tampone che, però, non si effettua sui sospetti casi (che però potrebbero essere silenti).


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp

Patrizia Del Pidio

Giornalista pubblicista, oltre ad essere proprietaria e autrice presso Notizieora.it, collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it. Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.