Coronavirus: quando sarà pronto il vaccino?

Coronavirus: sono due su cinque i vaccini che sono sotto osservazione. Si stanno aspettando alcuni risultati per effettuare i primi test.

Lo studio per trovare un vaccino per il Coronavirus sta procedendo, erano cinque i candidati in partenza, ne sono rimasti solo due e sono i più promettenti. Vediamo come stanno le cose.

A che punto è lo studio dei vaccini sul Coronavirus?

Luigi Aurisicchio, amministratore e fondatore di Takis, l’azienda specializzata in vaccini anticancro, in un’intervista ha spiegato come si sta procedendo per trovare una terapia e a che punto si è arrivati per battere il Coronavirus.

Ecco le sue dichiarazioni in merito: “Avevamo messo a punto cinque candidati vaccini contro il Coronavirus che nei test sui topi hanno mostrato una forte immunogenicità, con una buona risposta anticorpale. Il saggio allo Spallanzani ci ha permesso di individuare i due che danno una risposta migliore; non è tanto la quantità di anticorpi, ma la qualità che è in grado di neutralizzare bene la regione chiave della proteina Spike”.

La cosa importante è capire quanto durerà la risposta che i due vaccini daranno per poter battere il Coronavirus. Continua poi dicendo: “Nel giro di due settimane avremo i risultati di un mega studio in corso a Castel Romano che ci dirà quanto dura la risposta immunitaria innescata e ci permetterà di individuare il vaccino migliore da portare in sviluppo. Se tutto andrà bene, potremo iniziare gli studi sull’uomo dopo l’estate: vogliamo farli a Napoli, con il gruppo dell’oncologo Paolo Ascierto”.

I due vaccini di Takis hanno solo un frammento di DNA, sono basati sulla proteina Spike e sfruttano l’elettroporazione. In America i test sull’uomo si stanno già effettuando, Aurisicchio lo conferma e in proposito dice: “E’ vero, altri gruppi sono già al trial sull’uomo, ma noi abbiamo voluto valutare con un saggio funzionale direttamente sul virus l’efficacia sui nostri candidati. E lo potevamo fare solo allo Spallanzani. Questo ci ha permesso di individuare i due più promettenti. Nel giro di due settimane avremo altri risultati, frutto dello studio che oggi si chiude a Castel Romano. Un’azienda austriaca produrrà poi il vaccino su larga scala per avviare lo studio sull’uomo dopo l’estate. Ma la nostra speranza è quella di accedere al mega finanziamento europeo che verrà annunciato oggi, mirato proprio allo sviluppo di un vaccino. E di riuscire a svilupparlo in Italia”.

Lo Spallanzani invita alla cautela e dichiara che non è detto che i due vaccini candidati funzionino con certezza.


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