Coronavirus: quanto può sopravvivere nell’aria?

Il Coronavirus e la sua permanenza nell’aria: ecco cosa dicono gli studiosi.

La domanda che si fanno un po’ tutti è: quanto può sopravvivere il Coronavirus nell’aria? Alla base ci sono degli studi che stanno cercando di dare una risposta a questo, vediamo quali sono le risposte.

Quanto può sopravvivere il Coronavirus nell’aria?

Sono tante le domande che si rincorrono al riguardo e sono tanti gli studi che si stanno facendo per poter dare una risposta concreta a questo quesito. Una ricerca, per ora, ha stabilito questo: le particelle infettive del Covid-19 risultano più persistenti quando si trovano nell’aria, rispetto a quelle di SARS e MERS.

Questa ricerca è venuta a conoscenza sul sito MedRxiv, condotta in America con l’Università di Pittsburg. Secondo i primi studi il Coronavirus avrebbe una lunga vita nell’aria, si sta dicendo che le particelle interessate ad infettare potrebbero rimanere nell’aria fino a 16 ore.

Le stesse goccioline che emettiamo con tosse e starnuti e che sono le responsabili di contagio, prima di cadere a terra, possono rimanere per parecchio tempo sospese nell’aria.

Un’altra domanda che tutti si fanno: con l’avvento dell’estate, quale impatto può avere il Coronavirus con condizionatori e climatizzatori? A questa domanda è ancora presto per rispondere, il virologo Fabrizio Pregliasco mette al primo posto il fatto che gli ambienti vengano arieggiati e disinfettati, così da diminuire possibili contagi, ma non tutti sono d’accordo con lui.

Infatti, questo è il motivo per cui la gente è molto confusa: ci sono studiosi, la maggior parte, che affermano che il Coronavirus non si propaghi nell’aria e non per via aerea, ma solo attraverso le famose goccioline, mentre c’è chi, invece, dice il contrario.

In tutti questi dubbi, la mascherina è il modo più efficiente per tenersi riparati in entrambi i casi. Il fatto che il Coronavirus prenda più uomini che donne lo si attribuisce ai testicoli; pare che lì il Coronavirus si nasconda e si moltiplichi, mentre nelle ovaie la sua concentrazione è molto più bassa.

Per ora questo bastardo Coronavirus ci regala solo ipotesi e ancora poche certezze, ma tutti gli studi messi insieme potrebbero regalarci, a breve, almeno alcune certezze.


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp