Fase 2: riaprono le discoteche, ma le regole fanno molto discutere

Il 15 giugno riaprono le discoteche, con non poche regole: obbligo di mascherine all’interno e all’esterno, niente consumazione al banco e obbligo di almeno 2 metri sulla pista

Da lunedì 15 giugno, dopo i bar e i ristoranti, potranno riaprire anche le discoteche, ma solo se all’aperto e se sarà garantita una distanza di 2 metri in pista. L’incontro fra il Governo e la Conferenza delle Regioni ha, infatti, messo in campo le linee guida per l’apertura delle sale da ballo, tuttavia il vademecum ha suscitato non poche perplessità.

Riapertura delle discoteche: le regole

Potranno probabilmente riaprire solo i locali all’aperto, che dovranno comunque dimezzare la propria capienza. L’ingresso avverrà previo acquisto di un biglietto online e all’interno si dovrà mantenere una distanza di almeno 2 metri in pista, che si riduce a 1 metro se si è fermi nel locale. 

Si prevede di regolamentare gli accessi organizzando due percorsi separati per l’entrata e l’uscita. Non sarà consentita la consumazione di drink al banco o in piedi, ma solamente seduti al tavolo. La mascherina, infine, sarà obbligatoria per il personale di servizio e per gli utenti, sia all’interno che negli spazi esterni delle discoteche (giardini o terrazze) laddove non sia possibile rispettare la distanza interpersonale di almeno 1 metro. 

I dubbi del settore

È atteso per la prossima settimana il decreto di palazzo Chigi con le definitive precauzioni sanitarie da rispettare, successivamente sarà responsabilità dei singoli Presidenti di Regione attuare le rispettive disposizioni. Attualmente, però, gli addetti ai lavori si sono trovati dinnanzi a una serie di indicazioni che hanno fatto ipotizzare una riapertura a metà.

Molti gestori di locali notturni hanno scelto di posticipare l’apertura, mentre altri stanno ipotizzando di aprire come “locali da ascolto musica e intrattenimento”, scongiurando la possibilità di ballare, evitando ulteriori assembramenti. 

Il 10 giugno scorso gli operatori del mondo delle discoteche sono scesi in piazza radunandosi davanti a Montecitorio per far sentire la propria voce e portare l’attenzione della classe politica sull’emergenza che sta affrontando un settore il cui giro di affari, secondo le ultime stime, si attesta attorno ai 65,5 miliardi di euro, con un impatto sul Pil di 36,2.


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