Coronavirus: rivedere gli amici, c’è una prima data, il primo giugno

Siamo appena all’inizio della fase 2 dell’emergenza da Coronavirus e il potersi incontrare tra amici viene rimandato al primo giugno.

Alla domanda quando ci si potrà rivedere tra amici, c’è una prima risposta: il primo giugno. L’emergenza Coronavirus non è finita ancora ed è per questo che si chiede ancora qualche settimana di attenzione. Ci saranno, poi, tre regole da rispettare, vediamo quali.

Coronavirus: il primo giugno data possibile per il ritorno agli incontri tra amici

Siamo ancora in emergenza Coronavirus e il Dpcm in vigore consente di incontrare solo i parenti, non gli amici. Infatti il Viminale chiarisce che, per ora, sono solo consentiti gli spostamenti per incontrare i congiunti, che vanno considerati spostamenti di prima necessità.

Teniamo presente che la fase 2 è appena cominciata e ci può essere il problema ritorno contagi. Bisogna aspettare almeno 15 giorni dall’inizio della fase 2, iniziata il 4 maggio, e poi procedere. Se non c’è nessuno ritorno di contagi, si può passare alla fase successiva, ma se ci dovessero essere molti contagi sarà necessario fare un passo indietro.

Infatti il 18 maggio è già prevista una riunione del Comitato tecnico scientifico con il Governo per valutare possibili altre riaperture. Se la situazione sarà in via di miglioramento si procederà con la decisione di altre aperture e, molto probabilmente, le restrizioni per gli spostamenti saranno ampliate.

La probabilità che il tutto sia rimandato al primo giugno è assai alta. Bisogna dire che i tempi di contagio da Coronavirus, anche in base ai dati comunicati, oscilla tra i 15 e i 21 giorni: per questo motivo ci potrebbe essere la decisione di non far rincontrare gli amici troppo in fretta.

Qui non si tratta di prendere una multa, si tratta di tenere alla nostra salute e a quella degli altri, per questo diciamo a tutti quelli che trovano il modo di incontrare persone che non possono di non ritenersi più furbi degli altri.

Ogni giorno muoiono ancora dalle 200 alle 300 persone per il Coronavirus e nelle terapie intensive ci sono ancora più di 1300 persone. I comportamenti sbagliati di oggi potrebbero compromettere altre aperture per il 18 maggio, per non parlare, poi, di altri contagi e morti.

 


Per essere sempre aggiornato, seguici su: Facebook - Twitter - Gnews - Telegram - Instagram - Pinterest - Youtube

Condividi questo articolo sui Social
TwitterFacebookLinkedInPin ItWhatsApp