Coronavirus: scienziati cinesi creano un super virus polmonare da pipistrelli e topi

Un gruppo di ricercatori cinesi innesta una proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars “la polmonite acuta” ricavato dai topi. Ne esce un super virus che potrebbe colpire l’uomo

Gli scienziati creano un super virus da pipistrelli e topi: serve solo per motivi di studio, ma sono tante le proteste, vale la pena rischiare? È così che inizia la trasmissione Leonardo su Rai Tre del 2015, che mette alla luce un pericolo costante. L’Italia ogni giorno conta i suoi morti e ogni sera viene emanato il bollettino ufficiale delle persone contagiate, guarite e morte. Stiamo facendo di tutto per bloccare il contagio da Conoravirus, un virus arrivato dalla Cina, da un pipistrello; eppure in Cina continuano a sperimentare un super virus che potrebbe attaccare l’uomo. Vi riportiamo il testo scioccante del documentario.

Si precisa che il documentario parla di un virus che non è quello che ha colpito l’Italia. 

Coronavirus: super virus polmonare

È un esperimento, certo, ma preoccupa tanti scienziati.  Un gruppo di ricercatori cinesi innesta  una proteina presa dai pipistrelli sul virus della Sars, “la polmonite acuta” ricavata dai topi. Ne esce un super virus che potrebbe colpire l’uomo, resta chiuso nei laboratori ovvio, serve solo per uno studio. Ma vale la pena correre il rischio, creare una minaccia così grande solo per poterla esaminare?

Vecchio quanto la scienza il dibattito sui rischi della ricerca, in fondo è il mito di Icaro che cade per aver sfiorato il Sole con le ali di cera progettate dal padre Dedalo. Lo rilancia un esperimento in Cina, dove un gruppo ha creato una chimera, un organismo modificato innescando la proteina superficiale di un coronavirus trovato nei pipistrelli di una specie piuttosto comune, detta naso o a forma di cavallo, su un  virus che provoca la SARS “la polmonite acuta”.

Si sospettava che la proteina potesse rendere l’ibrido adatto a colpire l’uomo e l’esperimento lo ha confermato. È proprio questa molecola, detta “SHCO14“, che permette al coronavirus di attaccarsi alle nostre cellule respiratorie scatenando la sindrome.

Secondo i ricercatori, inoltre, l’organismo originale e, a maggior ragione quello ingegnerizzato, può contagiare l’uomo direttamente dai pipistrelli senza passare per una specie intermedia, come il  topo.

Ed appunto questa eventualità che crea molte polemiche. Proprio qualche anno fa gli USA aveva sospeso i finanziamenti che puntavano a rendere i virus più contagiosi, ma la moratoria non aveva fermato il lavoro degli scienziati cinesi sulla SARS, che era già in fase avanzata.

Hanno continuato la sperimentazione perché non lo ritenevano pericoloso per l’uomo. Questo ragionamento è stato bocciato da altri esperti, perché proprio in questi tempi non conviene mettere in circolazione organismi che possono essere sottratti o sfuggire al controllo dei laboratori; vi sono, tra gli scienziati, idee contrastanti sulla pericolosità di questo tipo di esperimenti.


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