Coronavirus: situazione di un paziente con un cancro del polmone

Coronavirus e lettera aperta di un paziente malato di cancro del polmone, la sua storia.

L’Oncologo che non ti visita con febbre a 39°, spasmi, saturazione ad 86 e tampone COVID NEGATIVO, ma che vuole mandarti in Pronto Soccorso! 
Quando riesci finalmente ad ottenere una visita per terapia (oggi, 22 aprile 2020), chiudono le porte d’ accesso al reparto, costringendo i pazienti a fare i chilometri per arrivare all’entrata del Cup dove procedono a prendere la temperatura. Trovare, forse, una sedia a rotelle ti può accadere se sei fortunato, mentre il caregiver deve aspettare fuori dall’ingresso!

Tu malato devi fare, da solo, senza aiuto, con tanta fatica e sofferenza, tutto il corridoio per arrivare all’ entrata del reparto dove comunque ti bloccano per riprenderti la temperatura insieme a decine e decine di altri malati: perfetta strategia di stanziamento e contenimento di eventuali contagi: fare ammassare malati di cancro come un gregge di pecore… e se questo non bastasse, poi tutti in fila in reparto, due metri quadrati di corridoio per fare gli esami e poi rimettersi in coda e prendere il numero per la visita.
FOLLIA PURA
Visita ed esami del sangue alle 8.30, alle 10 ancora ad aspettare con altri pazienti debilitati come te, spaventati, deboli, stanchi e soli!

Se questa è umanità…! Se questa è tutela dei pazienti immunodepressi…!

RL

Estratto delle raccomandazioni

3) Si raccomanda alle Autorità Sanitarie Locali di identificare e applicare quanto più rapidamente possibile le modalità necessarie a garantire i trattamenti oncologici necessari ai pazienti residenti nelle “aree rosse”, al fine di assicurare il principio di intensità di dose, in modo che non venga negativamente influenzata la prognosi della patologia in trattamento.
4) Si raccomanda alle strutture sanitarie presenti nel Paese di identificare e istituire percorsi e spazi (es. sale di attesa) dedicati ai pazienti in oggetto.

5) Si raccomanda a tutto il personale sanitario di indossare gli appositi dispositivi di protezione individuale (DPI) (es. mascherine chirurgiche).
6) Si raccomanda, infine, di individuare specifiche strategie per garantire il percorso diagnostico-terapeutico già avviato per i pazienti in caso di potenziale esposizione di un soggetto oncologico a soggetti contagiati da SARS-CoV-2.

Iniziativa tra Alcase e Notizieora.it

In collaborazione con ALCASE Italia, abbiamo deciso di dare voce ai malati oncologici, far trapelare i loro pensieri, le loro emozioni. Pubblicheremo tutte  le lettere che ci invierete: non abbiate timore di parlare, esporre situazioni di tensione… Ogni vostro pensiero, per noi  è importante.

Leggi anche: Covid-19 e malati di cancro: lettera aperta al Ministro della Salute


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