Coronavirus: una pandemia o un allarmismo voluto? Alcune considerazioni

Alcune considerazioni sull’emergenza coronavirus e le misure restrittive adottate in Italia.

Leggo di continuo notizie allarmanti sul contagio da coronavirus, mi voglio scusare verso chi ha avuto dei casi di decesso, ma questo non vuol dire che questo virus sia diverso degli altri casi di virulenza che in passato hanno registrato un innalzamento dei decessi, oltre quelli (e più numerosi, leggendo le statistiche, 8000 l’anno scorso) che si riferiscono all’ influenza stagionale. Le persone colpite e decedute sono sempre e soprattutto conseguenza di altre patologie, più o meno gravi.

Purtroppo i virus, fanno proprio questo, leggendo le definizioni mediche sul sistema di attacco che il virus fa nei soggetti contagiati (non dimentichiamo l’AIDS). Indeboliscono il sistema immunitario, e quindi se tale soggetto è già deperito di suo, lo può portare alla morte, per via degli attacchi dei germi, tumori ecc. 

L’aspetto economico dell’emergenza Coronavirus

Fatto un’introduzione, da economista sto vedendo sulle mia pelle, avendo numerosi società italiane, che il governo italiano sta aumentando il panico con restrizioni mai viste, neanche negli ultimi decenni, nonostante altre malattie, come l’AIDS, l’Ebola ecc, che sono stati un vero e proprio flagello. In Italia, stiamo arrivando ad un disastro economico che colpendo soprattutto il nord produttivo, il vero treno dell’economia italiana, Stiamo facilitando il gioco dell’Europa isolando la stessa Italia, per poi aggredirla, come è successo con la Grecia.

Abbiamo purtroppo politici incapaci e corrotti che tramite la stessa EU vogliono dividere gli italiani stessi, usando il detto romano, “Divide et Impera”, a sfavore dell’Italia, il paese culla della civiltà occidentale. Siamo diventati matti.

Attorno all’Italia, vi è un’Europa che lavora, che va allo stadio, che mantiene i normali rapporti sociali a tutte le ore (non è che prima delle 18 il virus non sia attivo)

Se veramente ci fosse un tale pericolo, una tale pandemia, da mettere a rischio la salute pubblica mondiale, allora anche gli altri paesi europei utilizzerebbero le stesse contromisure che vi sono ora in Italia. L’Italia poi, non è un’isola come la Gran Bretagna , l’Irlanda o simile, ma una penisola del continente euro-asiatico. Quindi direttamente collegato, via terra con gli altri paesi prima, e lo sarà anche dopo il coronavirus. 

Se veramente ci fosse un tale pandemia, allora perché i 20.000 soldati americani che stanno arrivando in Europa a fare i giochi di guerra, con altri 17.000 soldati europei (di cui qualche centinaio di soldati italiani), passando di stato in stato europeo, senza controlli  sanitari, o creando cordoni sanitari attorno ad essi, rimangono come previsto già dallo scorso anno? Non sarebbe logico spostarli ad altro periodo? Non parliamo dei migranti che in numero sempre maggiore approdano in Italia. Se questa pandemia fosse così pericolosa, non credo che le ONG continuerebbero a trasportarli in Italia. Sarebbe pericoloso anche per loro, non credete? La cosa non quadra.

Emergenza Coronavirus: i politici hanno le loro colpe

Chi è colpevole in tutto questo? Ma solo e sempre i politici italiani, che non hanno la spina dorsale ed intelletto, per capire che è tutto un diversivo per qualcosa di veramente più subdolo. Vogliono portare il bel Paese alla distruzione economica, per conto dei loro padroni. Governo o meno sono tutti colpevoli. Tutti vogliono un unico sistema liberale, le formazioni di soli due schieramenti politici e soprattutto meno governo e più privato.

Ebbene vorrei ricordare a tutti che gli antichi romani, che ne sapevano, scrivevano: “OBLITI PRIVATORU PUBLICA CURATE”, ossia: meno privato e più pubblico. È anche se è vero che crearono alla fine un sistema troppo burocratico e corrotto, spegnendosi in un paio di secoli, era dovuto alla loro stessa decadenza.

Avevano dimenticato di essere quello che erano.

Lo stesso sta succedendo in Italia, stiamo dimenticandoci quello che siamo. L’Italia vale di più di un coronavirus, di due schieramenti politici, ha una tradizione, millenaria, cultura e storia, che nessun paese al mondo può vantare. Siamo più democratici e liberi di quello che crediamo, se rimaniamo nel nostro sistema. Non siamo gente che si chiude agli altri, non lo abbiamo mai fatto, neanche nei periodi più bui. Fascismo e comunismo, sono parte della storia, e lo sappiamo che non ritorneranno. Lo vogliono i nuovi padroni, solo per metterci gli uni contro gli altri. L’Italia fa gola a tutti. Ricordatevelo.

Quello che si scrive sui quotidiani cartacei, che web, non solo italiani, ma anche esteri, quello che viene scritto non ha precedenti, dal dopo il secondo conflitto. Un paese come l’Italia, terza economia in EU non ha respiratori, decide chi viene e chi morire…. c’è davvero da farci impallidire. Ma se fosse vero quello che scrivono, se tutto questo verrà comprovato davanti alla corte dei diritti dell’uomo di Strasburgo, politici, dottori e giornalisti che hanno dichiarato, fatto e confermato tutto questo, andranno in galera, per il resto della loro vita.

Molti economisti lo dicono, anche Stigliy, premio nobel dell’economia, in un’intervista sulle reti RAI lo aveva ridetto un paio di anni fa. Bagnai, Borghi, anche loro lo menzionano sempre. Monti, nonostante la sua fede europea, ha ammesso, che bisogna far ripartire l’Italia senza guardare la deficit, utilizzando nuove obbligazioni. Oppure, uscire dall’euro e ristampare moneta propria, che sarebbe la cosa migliore. Far rientrare le produzioni che abbiamo all’estero (secondo la stima Federcommercio, almeno l’80% della produzione Made in Italy si fa all’estero) e quindi far ripartire l’Italia.

Il resto sono solo falsità mediatica. Virus o non virus, ci saranno sempre mutazioni, la storia insegna, ma l’umanità ha sempre reagito e vinto, per cui anche la gente italica, lo dovrebbe fare. Non sono queste restrizioni che salveranno l’Italia, ma solo essere attenti a quello che si fa. Più prevenzione e non isolamento. L’isolamento non porta da nessuna parte, la storia lo ha sempre scritto (es., i Maja).

Un caro saluto

Edoardo Fumagalli


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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.