COVID-19: l’Italia vista al di fuori e cosa succede in altri paesi 

Covid-19: l’Italia vista al di fuori come un paese appestato e cosa succede negli altri paesi. Nessuno è immune al Coronavirus.

Questa mattina mi son svegliato e ho trovato…. la neve (nell’articolo troverete immagini e foto, che partono da casa mia fino al blocco della polizia, poi nell’articolo spiegherò meglio).  Insomma è sempre peggio, anche madre natura è impazzita, ma non voglio entrare nel discorso ecologia, entro solo nella cronaca dei fatti.

Oltre al COVI-19 anche gli incendi non ci danno pace

Neve o non neve, può succedere che vi sia un colpo di coda invernale, ma perché proprio ora? Ma la cosa che mi ha fatto veramente imbestialire non è la neve, ma è la decisione del governo Croato che dalla mezza notte di ieri, ha deciso di restringere ulteriormente le misure anti COVID. La cosa non mi è chiara, infatti nella stessa giornata, sull’isola di Hvar (in italiano: Lesina) vi è stato un grande incendio, sono andati in fumo c.a 20 ettari, poi anche l’isola di Brač è stata colpita, e ieri sera pure l’isola di Vir. Il problema maggiore (oltre al virus) è dato dal forte vento (Bora) che sta imperversando in tutta la Croazia. Vigili del fuoco, canadair e volontari, stanno ancora lottando contro il fuoco. È incredibile siamo alla fine del mondo? 

Coronavirus Croazia

L’Italia vista come gli appestati d’Europa

L’Italia colpita dal COVID, purtroppo grazie  alle misure non adeguate dell’attuale governo italiano, come leggo su molti siti italiani e internazionali, ad essere considerata come l’appestata d’Europa. 

Non oso immaginare se quello che sta succedendo in Italia con la stessa violenza di contagio e morti accadesse in Croazia. Noi al momento abbiamo pochi casi, per le misure che ci stanno imponendo.

Io abito appena fuori città ma il mio ufficio in città, e ieri sera ho per caso sentito la notizia di nuove misure più restringenti per combattere il COVID-19. Mi sono subito attivato e ho chiamato la protezione civile per il nulla osta. Quindi da oggi, non puoi passare da una città a un’altra senza tale documento, proprio come in Italia. Ora credendo il governo croato, visto gli avvenimenti di domenica e di ieri, avesse deciso una maggiore flessibilità, proprio per le complicanze in corso. Ricordo che non siamo la Germania. Abbiamo pochissimi casi di contagio (361) e ad oggi 10 guariti e ad oggi per fortuna nessun deceduto. 

Non abbiamo bisogno di chiusure ma di ripresa economica

Abbiamo bisogno di mantenere l’economia attiva, non chiudere e restringere gli orari di apertura degli enti (posta ad sempio), non chè negozi di alimentari e farmacie, e via diicendo, con la conseguenza di code , maggiore concentrazione di persone, ecc. Ma non dovevamo dilazionare la presenza dei cittadini, per il loro bene? Che sia una misura standard da parte della EU? Stiamo copiando le misure degli altri? In questo momento vi sono priorità diverse tra i paesi membri della EU.

COVID-19: la soluzione lavorativa

La soluzione migliore sarebbe non chiudere tutte le attività, ma dilazionare gli orari di lavoro, per evitare maggiori contagi, tenendo aperto 24 ore su 24 i negozi, aziende ecc per evitare gli assembramenti, (sia fra i lavoratori che tra la clientela), oppure a seconda delle zone combinare i turni di apertura e chiusure, ad esempio tra negozi, tra i bar, tra i ristoranti ecc, tramite accordi con gli esercenti e tra gli esercenti (basta una telefonata, una email o una app), dando l’opportunità di assumere personale per questi turni con aiuti di stato, evitando il collasso dell’economia del paese, e forse migliorarne l’economia stessa sfruttando la crisi in essere.

Quindi, potendo continuare a pagare le imposte, i contributi ecc, mantenendo in piedi la finanza pubblica, in cambio di piccoli interventi di contenimento (come detassare i turni con o senza o nuove assunzioni, ecc.). Ma ora mi chiedo: come mai nessuno non ci ha pensato?

Forse perché per me è facile arrivare certe conclusioni, in quando vivo nel mondo economico reale e non della grande finanza. 

Ora moriranno molte PMI e micro attività del tipo; prodotti biologici, o della tradizione popolare e altri simili, alla faccia del biodiversità, dei cibi sani, della forma e della salute. Alla fine dovremmo alimentarci con un solo prodotto e tutti zitti e contenti. Che squallido scenario che ci attende grazie all’incompetenza di questi politici pro EU, e Pro finanza.

Pensare, capire e agire.

E.Fumagalli

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Edoardo Fumagalli

Nato in provincia di Bergamo, diplomato Perito agrario, ho intrapreso gli studi di architettura, poi trasferito in Croazia a metà degli anni novanta, dove ha studiato ragioneria. Ho fatto anche gli studi di economia e commercio, ma non ho conseguito la laurea, per via della impossibilità lavorativa (non abbiamo nessun tipo di scuole di sostegno). Fondatore e direttore di una società di supporto alle imprese estere per lo sviluppo di attività in Croazia, nel 1996, trasformato in società di ragioneria amministrativa, e fondatore di uno studio di consulenze fiscali, nata per la naturale trasformazione del sistema politico economico che si ha anche in Croazia. Iscritto nella camera dei commercialisti, ragionieri e consulenti fiscali, della Repubblica di Croazia al n. 92035833. Sono stato consulente e segretario nella Associazione di ortopedia italo-croata ICORA, organizzando meeting, congressi e creazione di una scuola internazionale di ortopedia, non chè consulente e segretario della associazione italo-croata ATT, per l'integrazione della Repubblica Croata in Europa e fondi europei, partecipando ai programmi, Central Europe, MED, Andrion, LIFE, interreg, IPA, quindi conferenze e meeting.