Cura genitori anziani: fin dove arrivano i doveri dei figli?

Dove finiscono gli obblighi dei figli nei confronti di un genitore anziano che vuole essere ricoverato in una RSA?

Si torna a parlare dei doveri dei figli nei confronti dei genitori anziani non più autosufficienti. Come abbiamo già anticipato in diversi altri articoli non prendersi cura di un genitore anziano bisognoso, sia moralmente che economicamente, fa incorrere nel reato di abbandono di minore o incapace. Perchè, come è evidente, una persona anziana è indifesa quanto un bambino e i figli che lasciano senza cure i genitori bisognosi incorrono in sanzioni e pene che comportano anche la reclusione.

Cura dei genitori, fino a che punto?

Una nostra lettrice ci scrive per chiedere:

Buonasera,

 ho 43 anni e da 5 anni circa ho preso in casa con me i miei genitori.
 
Mio padre è morto, dopo 4 anni di malattia, assistito costantemente da me.
 
Dopo la sua morte, ho deciso di riprendere la mia vita, d’accordo con mia madre ho cercato e trovato la possibilità di un lavoro in un’azienda agricola. 
Era necessario spostarsi, dalla provincia di Latina, in Umbria.
Alle strette,  mentre cercavo una casa per noi due, mia madre ha dato di matto. Ha fatto finta di ammalarsi, per la paura del cambiamento.
Da 18 anni mi prendo cura di loro, alternando ricoveri in ospedali, operazioni, assistenza, con un minimo di lavoro. 
Parliamo di una anziana, 83enne, con cicatrici di un’ischemia cerebrale transitoria, tra le tante altre problematiche.
 
Ho rinunciato a trasferirmi, per il suo bene, perché non ho intenzione di abbandonarla, e portarla con me avrebbe significato combattere con la sua dissociazione ischemica di continuo. E non è uno scherzo. Ci sono passata troppe volte. 
 
Da quattro mesi è morto il mio ex compagno, e mi ha lasciato il suo cagnolino. Non sono riuscita a trovare una sistemazione per lui, quindi siamo in quattro in casa. Io, mia madre, e due cani.
Situazione che spinge mia madre a cercare un posto altrove, nella fattispecie in una casa di riposo, o in una RSA, da quando il medico di base gliene ha parlato.
 
Non so se legalmente sia capace di intendere o volere. Percepisce un accompagno, per disabilita’ art. 3 comma 3.
 
So che se decidesse di andare via, io resterei senza casa, perché siamo i  affitto, e senza lavoro.  Visto che ha fatto di tutto per precludermi la possibilità di lavorare.
 
Spiegazione lunga, e poco comprensibile,  credo.
Comunque, se dopo aver deciso, essere andata, dovesse ripensarci e chiamarmi, io quali obblighi ho?
 
Intendo: io lascerei una casa, i miei cani, andrei a 350 km di distanza, a fare un lavoro che non permette ferie, se mi dovesse chiamare, io non potrei scendere. Sono obbligata legalmente?
 
A rischio di perdere il lavoro e l’ospitalità che mi si offrirebbe?
 
È già successo che mia madre abbia dato di matto, durante i vari ricoveri, e sono sempre corsa a risolvere i suoi guai. Ma ora non potrei.
Cosa mi consiglia?
 

Fin dove arrivano i doveri dei figli?

Il primo dovere dei figli nei confronti dei genitori anziani è quello di provvedere alle esigenze di vita primarie ed essenziali. Anche qualora il genitore rifiutasse assistenza i doveri dei figli non verrebbero meno neanche in caso di una dichiarazione firmata dal genitore, poichè la firma di un anziano che non vuol vedere minata la propria autonomia e non vuole stravolgere le proprie abitudini non avrebbe valore di fronte alle reali esigenze di assistenza morale ed economica.

Detto questo, come appare evidente, non si parla di assistenza personale nei confronti del genitore bisognoso. E’ necessario che il figlio assicuri il benessere del genitore e questo non significa certo rinunciare alla propria vita, alla propria carriera e alla propria autonomia.

Se sua madre vuole andare in una RSA e la sua paura è che un domani cambiasse idea, non deve farsene un cruccio. Lei ha il diritto di vivere la sua vita, di fare le sue scelte lavorative e se sua madre non glielo permette non può vivere nell’indigenza aspettando le decisioni del genitore al riguardo. Non incorre penalmente nella violazione di nessun obbligo ricoverando sua madre in una struttura che le fornisce assistenza medica 24 ore su 24. 

Ovviamente resta a sua discrezione il tempo da dedicare alla sua genitrice una volta stabilita nella residenza in cui andrà a vivere.

 

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Patrizia Del Pidio

Sono attualmente direttrice responsabile della testata online Investireoggi.it e collaboro da anni con la testata Orizzontescuola.it.Scrivere è da sempre la mia passione e farlo come professione è stata la realizzazione di un sogno. Esperta di fiscalità e pensioni mi piace rispondere ai quesiti che i miei lettori quotidianamente mi inviano per fare in modo che, nel mio piccolo, la burocrazia possa essere più facile e alla portata di tutti.