Ddl omofobia, il centrodestra presenta la “clausola salva idee”

Fra le modifiche presentate al ddl omofobia spunta la “clausola salva idee” per escludere dal reato affermazioni che non istighino alla violenza

Il testo base del ddl anti-omofobia era stato adottato dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati lo scorso 16 luglio. Fra gli emendamenti proposti si fa spazio la cosiddetta “clausola salva idee”, avanzata dalla Lega. 

Cos’è la clausola salva idee

Il centrodestra ha presentato una serie di modifiche al testo base del ddl Zan, dal nome del primo firmatario del disegno di legge anti-omofobia, il deputato del Partito Democratico Alessandro Zan. Prima fra tutti la clausola salva idee, con cui si escluderebbero dal reato di omotransfobia affermazioni che non istighino alla violenza, ma siano semplicemente un’opinione personale. 

L’emendamento, cui primo firmatario è il deputato leghista Roberto Turri, esula dal reato “la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio e alla violenza”.  Il consenso è stato trasversale, ha infatti raccolto le firme degli esponenti dei tre partiti di centrodestra, ma anche di Italia Viva e dello stesso Partito Democratico. 

Gli emendamenti presentati al ddl anti-omofobia

La Commissione Giustizia ha giudicato ammissibili tutti i 1.017 emendamenti presentati al testo base della legge. Quasi 800 sono stati avanzati da Lega e Fratelli d’Italia. Circa 17 da Forza Italia, che durante il voto in Commissione si era astenuta “in segno di apertura”. Anche il PD ha presentato un proprio emendamento, a firma Siani e Berlinghieri, in cui definisce meglio il concetto di discriminazione. 

Nel testo si legge, infatti, che “costituiscono comportamenti espressione di discriminazione il rifiuto di fornire un bene o un servizio, ostacolare il normale esercizio di un’attività economica, il rifiuto di assumere, sanzionare o licenziare una persona, subordinare la prestazione di un bene o di un servizio, l’offerta di un impiego, una domanda di tirocinio o un periodo di formazione a condizioni o motivi razziali, etnici, nazionali, religiosi oppure fondati sul sesso, genere, orientamento sessuale o identità di genere”.


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