Declathlon, 10 mila maschere da snorking diventano respiratori

L’azienda Declathon Italia dona 10 mila maschere da snorking per un progetto che prevede la loro trasformazione in respiratori provvisori.

Un bellissimo gesto quello di Declathlon Italia che ha deciso di donare ben 10 mila maschere da snorking per essere trasformate in respiratori, così da poter tamponare quanto più possibile la mancanza dei respiratori veri e propri e tanti altri macchinari che tardono ad arrivare. Questo bellissimo gesto è stato prima progettato nella testa degli ingegneri di Isinnova i quali hanno lavorato assieme ad un medico dell’ospedale di Chiari per realizzarne un primo prototipo. Così, Declathlon Italia non se l’è fatto ripetere due volte ed ha voluto aiutare l’equipe donando le maschere che andranno alle diverse regioni d’Italia. Vediamo più da vicino di cosa si tratta.

Declathlon offre 10 mila maschere da snorking che diventeranno respiratori provvisori

Ma la maschera non agirà da sola: sarà infatti leggermente modificata grazie all’aggiunta di valvole stampate in 3D.

Sono state realizzate numerose maschere-respiratori in tempi davvero molto brevi al punto che due ospedali di Brescia li stanno attualmente testando.

Tale progetto non sarà riservato solo al bresciano, ma è stato messo a disposizione di tutte le strutture interessate, grazie alle istruzioni pubblicate sul sito.

L’azienda dove lavorano gli ingegneri ha poi contattato Decathlon per chiedere di collaborare e l’azienda non se l’è fatto ripetere due volte tanto che ha deciso di donare le sue maschere, appunto 10 mila.

Per fortuna, un prototipo realizzato è stato anche testato all’ospedale di Chiari e si è mostrato funzionante e non prevede, almeno per adesso, altre problematiche.

Risultato positivo anche su un paziente in situazioni di necessità.

Inoltre, la valvola di raccordo  legata alla maschera è stata subito brevettata al fine di prevenire delle eventuali speculazioni sul suo prezzo.

Ci teniamo a ricordare, però, che il brevetto sarà di uso libero proprio per permettere a tutti gli ospedali di poterne usufruire.

Si tratta di una bellissima iniziativa che non ha alcun scopo di lucro, ma che vuole solo essere diffusa e studiata dai medici, al fine di aiutare quanti più pazienti possibili.

 

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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.