Decreto Crescita 2019: ecco le ultime novità sull’imposta di bollo

Con il Decreto Crescita, l’Agenzia dell’Entate correggerà in modo automatico le fatture elettroniche in recezione non in regola. Ecco come

Finalmente siamo alla fase finale della conversione del Decreto Crescita, che è diventato un decreto maxi omnibus nei suoi passaggi parlamentari, ora possiamo analizzare le novità introdotte, in particolare per l’imposta di bollo. In particolare analizziamo  la novità contenuta nell’articolo 12-novies del decreto. Questo consente all’Agenzia dell’Entrate, di verificare tramite procedure automatizzate la corretta annotazione e assolvimento dell’Imposta di Bollo, già in fase di ricezione delle fatture elettroniche. La correzione avviene in base alla natura e all’importo delle operazioni indicate in fattura.

Imposta di Bollo: correzione in automatico dal 1° gennaio 2020

La procedura automatizzata per la correzione dell’annotazione e assolvimento dell’Imposta di Bollo, che entrerà in vigore dal 1° gennaio 2020 attraverso il Sistema di interscambio. Quindi l’Agenzia comprenderà nel calcolo dell’imposta di bollo, che renderà noto a ciascun soggetto passivo IVA, sia il tributo calcolato correttamente in base a ciò che è dichiarato nella fattura, sia quello calcolato su quelle fatture che non è stato correttamente indicato l’assolvimento della stessa.

Nei casi in cui non sarà possibile effettuare la verifica con le procedure automatizzate, si continuerà ad applicare le procedure di regolamentazione dell’assolvimento del tributo e di ricupero come è previsto dal D.P.R. n. 642 del 1972 che reca il Testo Unico sull’imposta di bollo.

Imposta di Bollo: sanzioni per omesso pagamento

Il versamento dell’imposta di bollo deve essere effettuata ogni tre mesi. Esattamente entro il giorno 20 del mese successivo alla chiusura del trimestre in cui sono state emesse le fatture stesse. L’Agenzia dell’Entrate, mette a disposizione nell’area riservata del proprio sito, l’importo del tributo da pagare. Calcolato in base al numero di fatture che recano la specifica dicitura che prevede l’articolo 6, comma 2, del decreto del Ministero dell’economia e delle finanze del 17 giugno 2014.  Nel caso che tale dicitura sia stata omessa, l’Agenzia dell’Entrate è tenuta a regolarizzare le stesse fatture ai fini dell’imposta di bollo e a recuperare quella dovuta.

Qualora ci sia un mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’imposta resa nota dall’Agenzia delle entrate si applica la sanzione del 30 per cento su ogni importo non versato. Anche quando generalmente c’è un mancato o parziale versamento dei tributi alle relative scadenze

Con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze saranno adottate le disposizioni di attuazione ivi comprese le procedure per il recupero dell’imposta di bollo non versata e inoltre l’irrogazione delle sanzioni.

Decreto 4/2019 il testo: reddito di cittadinanza, quota 100, opzione donna, ape sociale e riscatto laurea


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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.