Decreto dignità dal sapore amaro, Nestlè non richiama i lavoratori

Decreto dignità dal sapore amaro, le prime vittime del decreto a Benevento. Non elimina precarietà ma provoca disoccupazione.

I primi frutti amari della dignità penta-leghista.

Nel terra del vice premier le prime vittime del decreto “dignità”: La Nestle di Benevento.

Cos’è il decreto dignità?

Decreto Dignità, è quello strumento tanto pubblicizzato in campagna elettorale con il quale sono entrate in vigore le nuove  disposizioni urgenti per  lavoratori e  imprese.

Le modifiche più rilevanti riguardano i contratti di lavoro a termine ed andranno ad impattare, in parte, anche su proroghe e rinnovi dei contratti già in corso. La durata massima dei rapporti di lavoro a tempo determinato intercorsi tra lo stesso datore di lavoro e lo stesso lavoratore scende da 3 a 2 anni. Ancora più gravosa la questione della causale: dopo il primo rinnovo (12 mesi) torna l’obbligo di indicare la causale, cioè il motivo per cui si fa ricorso al contratto a tempo determinato, invece che indeterminato.

Pertanto le modifiche più rilevanti riguardano i contratti di lavoro a termine, in parte, anche su proroghe e rinnovi dei contratti già in corso.

Cosa accade nella realtà?

Mentre il mercato del lavoro stava mostrando piccoli segni di ripresa  sembrerebbe che con il decreto si otterrà il risultato di avere meno lavoro  invece di meno precarietà oltre ad inasprire l’imprenditoria già flagellata da anni di crisi economica.

Esempio della negatività del decreto

Il decreto sembrerebbe riportare indietro il tempo mettendo più conflitto tra la forza lavoro e le imprese. I tempi sono cambiati e l’idea del posto fisso senza una politica flessibile e a supporto delle imprese tarderà sempre più il ritorno.

Il caso

L’impresa di Benevento sul quale sono in corso investimenti per 50 milioni, a causa del decreto  al momento, non ha potuto richiamare i lavoratori in somministrazione poiché superano le quote definite dal decreto Dignità.

Si attende la discussione e  l’approvazione degli emendamenti correttivi.

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Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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