Decreto Rilancio: le novità previste nella manovra, ma gli aiuti economici sono veri solo quando arrivano

Dopo giorni di guerra tra alleati il governo ha approvato, con grave ritardo, la manovra da cinquantacinque miliardi per fronteggiare la crisi economica. “Recuperiamo il tempo perduto”. A un mese esatto dalla data prevista, il premier Giuseppe Conte ha presentato a maggio il decreto aprile, poi ribattezzato D.L. Rilancio.

Decreto Rilancio: dopo giorni di guerra tra alleati il governo ci ha fatto “una televendita” ha approvato, con grave ritardo, la manovra da cinquantacinque miliardi per fronteggiare la crisi economica. Gli squilli di tromba con cui è stata annunciata appaiono stonati, parliamo infatti del minimo che ci si poteva aspettare da chi guida il Paese. Speriamo non sia troppo tardi per salvare il salvabile, che la sospensione della rata Irpef di giugno prevista nel decreto per le piccole e medie aziende serva a evitare o limitare la moria che è alle porte.

Decreto Rilancio: quando il Ministro piange c’è da preoccuparsi

Oggi capiremo meglio se la coperta è corta perché alcune cose lasciano perplessi. Per esempio il fatto che il punto più caldo della discussione sia stata la sanatoria per gli immigrati, dimenticandosi di compensare economicamente – come promesso solennemente – lo sforzo di medici e infermieri che sono stati tre mesi in trincea pagando un tributo in vite umane, ma non ben definisce quali siano le priorità di questo governo. In serata, dopo un’ondata di proteste, Palazzo Chigi ha fatto sapere che troveranno il modo di onorare l’impegno, ma avremmo preferito non per populismo, ma per senso di giustizia e riconoscenza – l’inverso: prima i nostri infermieri, i cittadini e poi gli immigrati da regolarizzare. Purtroppo, a memoria, quando un Ministro piange c’è da preoccuparsi.

Comunque attenzione, i miliardi sulla carta non interessano, quelli buoni sono quelli che arrivano velocemente nelle casse delle imprese e nelle tasche delle famiglie. E qui i dubbi sono tanti, scottati come siamo dai recenti precedenti della cassa integrazione straordinaria che non arriva, dei bonus per i lavoratori autonomi impantanati nella burocrazia e dei prestiti bancari di fatto irraggiungibili, delle mascherine introvabili e dei tamponi con il contagocce. In altre parole, scottati da un governo lento a prendere le decisioni e incapace a metterle in pratica.

Le lacerazioni che questo decreto ha provocato – oltre il macchinoso piano di riapertura – tra i partiti della maggioranza, le sue articolazioni, la paralisi della burocrazia che pregiudica la ripartenza, la litigiosità della maggioranza e la confusione di poteri tra centro e periferia sono tali da non lasciare ben sperare per la tenuta dell’esecutivo al punto che, secondo alcuni ben informati, questo potrebbe essere anche l’ultimo atto della sciagurata era Conte.

In attesa che il governo torni con un “nuovo” decreto migliorativo con la speranza che sia quello definitivo, ecco una scheda molto utile realizzata dalla Ali Lega delle Autonomie Locali Italiane sulle novità della manovra: https://aliautonomie.it/wp-content/uploads/2020/05/DL-RILANCIO_REV6.pdf  


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Dott. Vincenzo Baldi

Diplomato presso Liceo Artistico di Salerno. Iscritto per circa due anni alla facoltà di Architettura di Napoli, A seguito delle contestazioni studentesche di quei tempi opto per l'università di Salerno laureandomi in materie letterarie. Dirigente sindacale e dipendente del Il MIUR per circa 40 anni. Amministratore di condominio iscritto all'Anaci per circa 30 anni. Ho scritto su riviste sindacali, nonchè su riviste di notizie e informazioni condominiali rispondendo a quesiti dei condomini. Da novembre 2019 sono in pensione per lo Stato ma io sento di poter dare ancora molto. Mi piace l'arte, l'architettura a riprova delle mie origini artistiche. Scrivere è la mia passione, attraverso la scrittura comunico agli altri i miei pensieri e le mie conoscenze. In questo mondo dove tutto va all'incontrario scrivere è un modo per esprimersi in libertà e passione.