Degrado giovanile: di chi è la colpa?

Degrado giovanile, un fenomeno in forte espansione, si prevede un Natale insanguinato, ecco perchè…

Degrado giovanile, un fenomeno sempre in crescita,  pochissimi giorni fa la notizia dell’aggressione ai danni di un minorenne a Napoli, capoluogo campano.

La ricostruzione dei fatti definisce il luogo e grosso modo anche l’ora dell’aggressione, avvenuta il giorno 18 Dicembre nelle ore pomeridiane presso via Foria, all’ angolo di via Rosaroll.

Degrado giovanile: il caso

Il giovane 17enne, situato in via Foria a Napoli, nei pressi della ex caserma Garibaldi ha subito due ferite causate da un’arma da taglio, probabilmente un coltello. Due profonde ferite una alla schiena e una al collo, che hanno provocato al ragazzo una copiosa perdita di sangue, tale da ricorrere urgentemente all’intervento del 118 e successivamente al ricovero all’Ospedale San Giovanni Bosco di Napoli.

Con le indagini delle forze dell’ordine, svolte in maniera frenetica in queste ore, si è scoperto addirittura che le coltellate sono state venti e che i carnefici non erano altro che coetanei della vittima: ragazzini mossi dal desiderio di apparire all’altezza del boss reggente in quella zona di Napoli, pronti a quella vita “decantata” dalla serie televisiva Gomorra.

La madre urla alla mera esecuzione camorristica e chiede giustizia per suo figlio. Giustizia che non hanno avuto i 4 aggressori quel 18 Dicembre alle ore 17 quando in gruppo decisero, per dimostrarsi all’altezza di una ipotetica carriera criminale, di infliggere al povero Arturo (questo il nome del ragazzo aggredito) circa venti coltellate.

Ora il ragazzo non è più in pericolo di vita ma potrebbe riportare danni neurologici, questo è il parere dei medici che si sono occupati del ragazzo, definendo le ferite sul corpo come “dei tagli di macelleria”.

Degrado giovanile, un Natale insanguinato

Tutto ciò accadeva il 18 Dicembre, alle porte con le festività natalizie. Tra il via vai del centro partenopeo, Arturo era lì, a terra, in una pozza del suo stesso sangue, tra l’indifferenza e la paura dei passanti.

Arturo in quella occasione voleva solo dare una mano in famiglia, infatti il ragazzo era sceso solo con l’intenzione di ritirare un certificato medico per il fratello.

Fortunatamente per lui e la sua famiglia, non vi stiamo raccontando di un altro giovane campano morto prima del tempo, bensì di una feroce aggressione di coetanei e quindi ragazzini. Ragazzini in balia dei soldi facili, del lusso e “del rispetto” , rispetto però che ad oggi si traduce con la paura.

Vi lascio con una domanda: la città di Napoli, con a capo le sue istituzioni, è vittima o carnefice in questi casi?


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Redazione

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