Detrazioni scolastiche: le spese per l’acquisto dei libri sono detraibili. Gli ultimi aggiornamenti

Le spese scolastiche sostenute per la frequenza della scuola elementare e media e scuola dell’infanzia sono detraibile. Ma quali sono escluse?

Oltre alla detrazione delle spese universitarie è possibile portare a detrazione anche le spese di frequenza della scuola secondaria di secondo grado, del primo ciclo e della scuola dell’infanzia del sistema nazionale di istruzione, in base all’art. 1 della legge n. 62 del 2000, costituito da scuole statali e da scuole paritarie private e degli enti locali. La detrazione riguarda il pagamento delle tasse di iscrizione e per i contributi obbligatori. In più è possibile detrarre anche i contributi volontari e le erogazioni liberali definiti dagli istituti scolastici connesse alla frequenza scolastica. Ciò è stato chiarito dalla circolare dell’Agenzia dell’Entrate n° 13/E del 31/5/2019. Sono incluse nelle detrazioni scolastiche anche le spese sostenute per i seguenti servizi:

  • la mensa scolastica, in base alla Circolare 2.03.2016 n. 3 risposta 1.15 e per tutti i servizi scolastici integrativi come l’assistenza al pasto e il pre e post scuola;
  • le gite scolastiche e qualsiasi altra spesa sostenuta al fine dell’ampliamento dell’offerta formativa deliberato dell’istituto. Un esempio sono: i corsi di lingua, teatro, fotografia, sceneggiatura ed così via, svolti anche al di fuori dell’orario scolastico e senza obbligo di frequenza.

Detrazioni scolastiche: quali detraibili e quali no

Dal 1° gennaio 2018 rientrano nelle detrazioni scolastiche anche le spese sostenute per il trasporto scolastico, non solo quello reso dalla scuola stessa ma anche le spese per l’acquisto di abbonamenti ai servizi di trasporto pubblico locale, regionale e interregionale.

Mentre le spese sostenute per l’acquisto della cancelleria e dei testi scolastici per la scuola secondaria di primo e secondo grado non possono essere detratte in base a ciò che prevede la Circolare n° 13/2019.

Nella misura del 19% sono detraibili le spese di istruzione non universitaria. Con l’art. 1, comma 151, della legge n. 107 del 2015 si è modificato la detrazione delle spese per la frequenza scolastica che, dal 2015, sono state distinte da quelle universitarie.

La detrazione si possono applicare per le spese di frequenza che sono calcolate su un importo massimo di euro 786 per l’anno 2018 per alunno o studente, sono da ripartire tra gli aventi diritto.

Precisiamo che la detrazione spetta in relazione alle spese sostenute per la frequenza di:

  • scuole dell’infanzia;
  • scuole primarie e scuole secondarie di primo grado;
  • scuole secondarie di secondo grado.

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Maria Di Palo

Sono ragioniere programmatore, ho scoperto, grazie ad una buona amica, il piacere di scrivere e di condividere ciò che mi interessa, mi incuriosisce e mi appassiona. Mi piace trasferire agli altri le ricette della tradizione campana che la mia mamma mi ha lasciato in eredità e quelle nuove che amo preparare per la mia famiglia. Mi appassiona scrivere su tutto ciò che attrae la mia curiosità come argomenti di attualità e argomenti che riguardano il mondo della scuola. Amo anche esplorare luoghi nuovi e affascinanti.