“Diciotti”, ennesimo caso di immigrazione. Cambiamo il Trattato di Dublino?

“Diciotti”, ennesimo caso di immigrazione che sta dividendo l’opinione pubblica italiana. Urge cambiamento del trattato di Dublino

Immigrazione: La nave Diciotti della Guardia Costiera italiana è bloccata in un suo porto assieme al suo carico umano di immigrati ed equipaggio  a seguito  di un “ordine” impartito via social da Ministro Salvini.

Sembrerebbe che in Italia le decisioni governative nel 2018 non si ufficializzano su Gazzetta Ufficiale o portale ufficiale ma con un tweet o simile.

Un popolo che da sempre migrante per motivi economici in tempi diversi e situazioni differenti dimenticherebbe il valore di accoglienza e solidarietà che lo ha sempre contraddistinto.

Intanto tra algoritmi e malessere sociale dell’italiano il Paese si divide anche in maniera violenta sul tema dell’accoglienza con commenti del tipo: “…è ora di dire basta al falso buonismo” oppure “solidarietà europea promessa e mai concretizzata” e ancora ”sono deluso da questa Europa di buonisti solo a parole” e per finire riferendosi ai migranti: “questi soggetti sono intrusi, hanno sconfinato dovrebbero stare in carcere per clandestinità”.

I migranti della Diciotti ora e della Aquarius qualche tempo fa da dove e perché scappano?

La maggior parte dei migranti arriva dall’Eritrea.

L’Eritrea è stata colonia italiana (ovvero è andato l’Italiano nella loro terra sin dal novembre 1869) dal 1890 al 1941.

L’Eritrea faceva parte dell’Etiopia sino al 1950 quando divenne autonoma ma nel 1962 viene riannessa nuovamente.  Tale decisione diede il via ad una guerra interminabile.  Nel 2000 ci furono gli “accordi di Algeri” che ebbero come risultato la militarizzazione del Paese con leva permanente destinando le risorse agli armamenti e impedendo elezioni libere.

Da questi episodi nascono i movimenti migratori verso il Mediterraneo e l’Europa.

Sembrava che qualcosa stesse migliorando con l’arrivo di un premier giovane Abiy che aveva decretato la liberazione degli oppositori e denunciato le violente torture a cui si veniva sottoposti. Ma a giugno c’è stato un attentato durante un comizio che ha fatto una vittima e circa 150 feriti.

Pertanto i migranti soccorsi nelle acque del Mediterraneo fuggono da un servizio militare obbligatorio e con tortura.  In Eritrea non ci sono giornali liberi e molti giornalisti sono rinchiusi nelle carceri. E’ impossibile lasciare il paese in maniera legale e non vi è linea internet libera.

Immigrazione di disperati fa pieno il portafogli di scafisti e trafficanti di armi che alimentano per anni queste guerre da cui fuggono.

Ma da dove prendono le armi?

Scagli la prima pietra che è immune!

Nel 2015 un ex-assessore della Lombardia fu condannato a 4 anni di reclusione per ESPORTAZIONE ILLEGALE DI ARMI in Eritrea. Si tratta di Piergianni Prosperini un esponente  cresciuto nella Lega e poi passato in  A.N. Lo stesso fu arrestato nel 2009 per tangenti.

Pertanto un uomo della Lega, lo stesso partito del ministro Salvini, si è reso complice di una guerra disumana. Lo stesso ministro che dal Parlamento Europeo incasserebbe solo i privilegi economici senza rappresentare   i suoi elettori. Ha parlato di immigrazione dinanzi alla Commissione  il 25 ottobre 2017:

Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlo alla Commissione, parlo a quest’Aula affollata: siamo in 26, non so se da casa ci stanno seguendo, quindi evidentemente il tema dell’immigrazione illegale scalda i cuori dei colleghi eurodeputati.
Proverò a ripetere quello che come Lega e come europarlamentari italiani ripetiamo da qualche anno, con scarso successo: queste politiche assenti e fallimentari sull’immigrazione clandestina stanno facendo il male dei popoli europei e il male dei popoli africani. Chi sta governando l’Europa, con la complicità di alcuni governi – fra cui quello italiano – sta facendo gli interessi delle mafie, degli scafisti, degli schiavisti e delle multinazionali dello sfruttamento.
Parliamo di numeri: negli ultimi tre anni nel Mediterraneo sono morte almeno 15 000 persone, solo in Italia sono sbarcati più di 600 000 presunti rifugiati, che rifugiati non sono, sono scomparsi 30 000 bambini che alimentano un mercato della prostituzione che ormai non conosce regole, e dopo tre anni ci ritroviamo a parlare di quello che dovremmo fare. Cosa dovremmo fare? Non lo fa l’Europa, lo faranno i governi nazionali, compreso quello italiano, se la Lega vincerà le elezioni: proteggere i confini; interrompere i contatti fra le navi delle ONG – che questa istituzione europea continua a finanziare – con gli scafisti; garantire quote di immigrazione legale e positiva per quegli uomini e quelle donne che portano realmente un valore aggiunto alle nostre società, come funziona in Canada, in Australia, in Svizzera e nei paesi evoluti.
Per il momento noi stiamo importando schiavi, fannulloni o delinquenti. In Tunisia nel 2017 sono usciti di galera più di 4 000 delinquenti grazie ai premi e agli indulti delle autorità tunisine. Ebbene, questi stanno arrivando tutti in Italia. L’Italia ha il record di detenuti tunisini: il 67 % dei detenuti tunisini di tutta Europa è in Italia. Quindi al di là del Mediterraneo aprono le galere e noi in Italia apriamo le porte di casa nostra.
Io spero che questa Commissione si svegli, non ne ho tanta convinzione, e a questo punto faremo noi, agevolando l’arrivo di donne e bambini che fuggono davvero dalla guerra – donne e bambini, che in giro per l’Italia e per l’Europa non si vedono, o si vedono troppo poco – e, soprattutto, agevolando l’arrivo di immigrazione legale dai paesi più vicini ai nostri valori, e penso ai paesi di cultura cristiana. Qua si garantiscono i diritti di chiunque, ancora oggi ci si è occupati dei diritti dei rom, perché se ogni mese a Strasburgo non ci si occupa dei diritti dei rom qualcuno non è felice.
Ricordo che i paesi islamici adottano una dichiarazione dei diritti islamici dell’uomo che prevede che la giustizia sia applicata solo in base a quello che prevede la legge islamica, che prevede che la libertà di pensiero sia applicata solo nei limiti di quanto previsto dalla legge islamica, che a proposito della parità di genere, su cui giustamente si scrive tanto, nel matrimonio, all’articolo 19 della dichiarazione islamica dei diritti dell’uomo, si dice che gli uomini hanno una certa supremazia sulle donne. E allora: ti metto in galera se me lo consente la legge islamica, puoi dire quello che vuoi se te lo consente la legge islamica, uomo e donna hanno gli stessi diritti ma l’uomo vale qualcosina in più.
Penso sia giunto il momento di rimettere delle regole per chi vuole entrare in Europa: lo deve fare legalmente, lo deve fare positivamente. Per il resto esiste la regola dell’espulsione, del respingimento, della difesa dei confini. Se non vogliono farlo la Commissione europea o l’Unione europea perché rispondono agli interessi e alle logiche delle multinazionali, lo faranno i popoli, che si svegliano e votano in Germania, in Olanda, in Francia, in Austria e presto anche in Italia.

Il trattato di Dublino

L’Italia non può da sola certamente accollarsi il peso dell’accoglienza. Infatti  il passato esecutivo italiano e gli europarlamentari italiani ad esso vicino, si sono impegnati da anni nella modifica e superamento del Trattato di Dublino.

Dal 1999 l’Unione Europea ha cercato di realizzare un sistema comune di asilo. Ma ancora oggi una persona che entra in Europa non può decidere in quale stato richiedere asilo. Il principio  generale ancora in vigore stabilisce che la richiesta di asilo deve essere esaminata da un solo Stato membro  e che deve essere fatta nel primo Paese in cui mette piede. Questo perché non esiste ancora nell’ordinamento dell’Unione il principio di mutuo riconoscimento con libertà di soggiorno in altri Stati membri.

Il ministro Salvini che faceva parte della maggioranza che allora appoggiò tale trattato  conosce bene le criticità ma sarebbe il caso che invece di aizzare gli italiani già provati da una crisi occupazionale ed economica si adoperasse a cambiare tale trattato.  

Nell’ultimo consiglio europeo dove partecipò l’attuale premier Conte si è discusso sui ricollocamenti ma di fatto sono su base volontaria. L’Europa deve farsi carico della problematica immigrazione cambiando il trattato di Dublino  nei luoghi preposti ovvero al Consiglio Europeo e non con post o tweet  portando avanti il lavoro fatto al Parlamento Europeo che ha votato per ben due volte a favore della modifica.

 

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Mariangela Palmisano

Guida ed accompagnatrice turistica. Giornalista pubblicista da luglio 2016. Mamma di 3 figli (Cosimo, Anna e Francesco Pio) Presidente de "l'occhiazzurra" una associazione culturale fondata dalla mia defunta cugina la poetessa Angela Palmisano. Amo il mio Paese e non amo le ingiustizie e le persone incoerenti.
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