Didattica a distanza, la privacy è davvero garantita?

Tra i tanti problemi dati dalla didattica a distanza potrebbe esserci anche quello della privacy. Così una dirigente di Brindisi ha deciso di sospendere le lezioni.

La didattica a distanza è stata la vera protagonista di questa quarantena iniziata a marzo e che continua nella sua fase due. Infatti, ancora oggi continua ad essere utilizzata e, da come si stanno mettendo le cose, la ritroveremo alternata a quella in presenza, la diattica di stampo classico. La didattica a distanza ha permesso di continuare la scuola facendo sì che gli studenti non si fermassero nel loro percorso scolastico e cercando di avvicinarli tra di loro e con i propri professori. Qui, infatti, in tale piattaforma si stanno svolgendo da ormai quasi due mesi interrogazioni, compiti in classe e spiegazioni e, come abbiamo visto, vi si terrà anche l’esame di terza media. Ma siamo davvero sicuri che la didattica a distanza, oltre a garantirci di non interrompere gli studi, possa garantire anche la privacy?

Didattica a distanza, c’è davvero una garanzia della privacy?

E così, mentre tutti gli studenti d’Italia continuano le loro lezioni con un pc o un tablet, o nei casi più particolari con un cellulare, continuano ad arrivare i fondi per potenziarla, non solo a casa, ma anche in altre strutture.

Sembra essere tutto molto bello e lineare, ma ecco emergere i primi problemi tecnici ai quali si cerca, ognuno come può, di risolvere.

Ma il problema vero e proprio non è nemmeno questo. Il problema vero è la questione della privacy: questa viene davvero garantita a 360°?

La questione nasce  in provincia di Brindisi dove una dirigente scolastica di un istituto ha vietato la continuazione della didattica a distanza. Perchè?

La risposta è il problema dalla privacy: in questo caso si parla della piattaforma di Google Suite, il cui utilizzo è stato autorizzato dal MIUR stesso e che viene usata nella maggior parte dei casi da altrettante scuole.

Comunque sia, nonostante non si conosca il reale motivo che ha definito la cessazione della didattica a distanza, tra l’altro non ben accolta dagli studenti, sappiamo che le lezioni sono state interrotte dal giorno 30 aprile.

Dopo qualche giorno la preside si è rifatta viva pubblicando una lettera del garante della privacy rivolta proprio alla ministra Lucia Azzolina.

Cosa c”era scritto in questa lettera? Semplicemente che i dati personali di ognuno di noi rischiano di essere diffusi proprio a causa di tale piattaforme.

Vediamo come andrà avanti la vicenda.


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Katia Russo

Sono Katia, ho 21 anni e sono una studentessa di Lettere Moderne. Fin da piccola la scrittura e la lettura mi hanno sempre affascinato, e crescendo, ho iniziato ad interessarmi di cinema e di arte. Sono una grande curiosona e mi piace trasmettere qualsiasi informazione utile.