Dimissioni: termini di decorrenza, modalità giusta causa

Quali sono gli effetti prodotti dalle dimissioni, da quando decorrono? Il licenziamento per giusta causa tronca il rapporto di lavoro?

Il lavoratore prima di apprestarsi nel formalizzare la domanda dimissioni, ossia di licenziamento dal posto di lavoro deve adempiere la procedura online, attraverso l’assistenza di un consulente del lavoro. Le dimissioni hanno una data di decorrenza prevista nel CCNL. Dopo il periodo di preavviso, il lavoratore non è tenuto più a rispettare gli orari lavorativi, e nello stesso tempo può impegnarsi presso un altro datore di lavoro.

Dimissioni: termini di decorrenza

In base al motivo delle dimissioni, varia il tempo di decorrenza delle stesse. Ad esempio, se il datore di lavoro non rispetta il contratto, le dimissioni diventano per giusta causa. In questo caso, il lavoratore non è tenuto a concedere il preavviso. Mentre, nel caso in cui il lavoratore decide di licenziarsi dal posto di lavoro per una scelta puramente personale, deve concedere un periodo di preavviso, così come stabilito dal contratto collettivo nazionale di lavoro.

Per chiarire il concetto di dimissioni per giusta causa, vi segnaliamo alcune ipotesi, quali:

  • nel caso di mancata corresponsione di una o più mensilità lavorative;
  • se subentra un ritardo perpetuo, grave e continuativo nel pagamento dello stipendio;
  • nel caso di presenza di violenza, oppure, ingiurie;
  • se al lavoratore non vengono riconosciute le ferie, oppure i permessi;
  • nel caso di avance di carattere sessuale.

Il dipendente nell’ipotesi di dimissioni per giusta causa non resta privo dell’indennità di disoccupazione, denominata Naspi.

Nel caso di dimissioni per giusta causa il lavoratore non è tenuto a concedere un preavviso, ma hanno effetto immediato. Mentre, in caso contrario dovrà concedere al datore di lavoro un periodo di tempo di preavviso, nel quale dovrà ottemperare a tutte le sue mansioni lavorative. È possibile rinunciare al preavviso, versando al datore di lavoro un’indennità sostitutiva del preavviso. Viceversa, se il datore di lavoro rifiuta il preavviso è tenuto a pagare al lavoratore l’indennità sostitutiva.

Dimissioni: la durata del preavviso

Il preavviso che il lavoratore concede al datore di lavoro è fissato nel contratto collettivo nazionale di lavoro,  di solito inizia a decorrere dal giorno in cui il lavoratore comunica la decisione delle dimissioni al datore di lavoro, quindi scattano i giorni da calendario previsti come giorni di preavviso. Stessa cosa per il contratto individuale che può contenere delle disposizioni sul termine di preavviso più lunghe, ossia più giorni. Tuttavia, in presenza di accordi tra le parti il periodo di preavviso si può anche ridurre.

 


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Antonella Tortora

Analista Contabile, collaborato con diversi quotidiani online. Adoro scrivere, ogni notizia è degna di essere vissuta, raccontata, con cuore, emozione, passione. Raccontarle serve a renderle uniche, se non raccontate finirebbero nel labirinto del dimenticatoio. Resta un'unica verità ogni storia incorpora una piccola parte di me, che emerge in un angolino nascosto. Citazione preferita: “Il valore di una persona risiede in ciò che è capace di dare e non in ciò che è capace di prendere.” Albert Einstein