Disabilità: minore con legge 104, viene risarcito per mancanza del trasporto scolastico (sentenza esemplare)

Sentenza esemplare che punisce l’Asl al risarcimento delle spese di trasporto sostenute dai genitori per il figlio minore con legge 104 a cui era stato negato il trasporto.

Minore con legge 104, non gli era stato garantito il trasporto scolastico, la Corte di appello di Lecce, condanna l’Asl al riscarcimento delle spese sostenute in conto proprio come diritto ad agire. La sentenza è stata esemplare per tutti i genitori con filgi disabili che si trovano in queste condizioni, Ecco il caso nei dettagli.

La sentenza sul trasporto dei minori con legge 104

disabiliUna sentenza che serva da insegnamento alle Asl che devono assicurare il trasporto ai minori disabili, non ci deve essere disuguaglianza fra un minori, specialmente se si tratta di minori disabili.

Una recente sentenza della Corte di Appello di Lecce ha condannato l’ Asl di lecce al rimborso di quanto pagato dai genitori per un  ragazzo affetto da grave disabilità, invalido al 100 % e beneficiario dei diritti della Legge 104, nel periodo in cui l’ente non aveva garantito il dovuto servizio di trasporto per tutta la durata dell’anno scolastico.

La mancanza del trasporto, aveva costretto i genitori a sobbarcarsi notevoli costi per una accompagnatrice all’uopo assunta e per gli spostamenti verso l’istituto scolastico e gli aveva spinti a rivolgersi al Tribunale di Lecce, per far valere i diritti del figlio e il risarcimento del danno arrecato. I genitori hanno citato l’ASL Lecce per il risarcimento dei danni patiti dagli stessi in conseguenza della condotta discriminatoria ai sensi della Legge 67/2006 che sarebbe stata tenuta dall’ente, riconosciuta con autonoma sentenza già innanzi al Tribunale di Lecce in funzione del Giudice del Lavoro.

Trasporto minori disabili con legge 104: la Corte di Appello considera condotta discriminatoria

La domanda in primo grado viene rigettata dal Tribunale Civile, mentre la Corte di Appello sussiste l’autonomo diritto ad agire da parte dei genitori per i danni causati dal comportamento dell’ente, una volta confermata la condotta discriminatoria. Osservano, in tal senso, i giudici di seconde cure che l’ASL «non solo ha messo in una condizione di svantaggio il giovane Francesco rispetto agli altri studenti, liberi di raggiungere la scuola nel modo con cui farlo integrando così la fattispecie della condotta discriminatoria di cui all’art. 2 co. III della L. 67/2006 (come già stabilito in maniera definitiva dal Tribunale del Lavoro nel procedimento riguardante direttamente Francesco), ma ha coinvolto inevitabilmente la famiglia di Francesco, che ha dovuto attivarsi a proprie spese per garantire il trasporto scolastico, altrimenti dovuto dall’ASL di Lecce…». Spese che i giudici della corte leccese hanno ritenuto rimborsabili condannando l’ente sanitario al risarcimento in favore dei genitori. 

Fonte: Sportellodeidiritti


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Redazione NotizieOra

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