Assegno ordinario di invalidità: tutto quello che c’è da sapere per il 2020

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29/01/2020

Guida all’AOI: come fare domanda, a chi spetta, durata e rinnovo, calcolo dell’importo e trasformazione in pensione di vecchiaia con i requisiti per il 2020  

Assegno ordinario di invalidità: tutto quello che c’è da sapere per il 2020

L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è un servizio erogato mensilmente dall’Inps a coloro che, a causa di una disabilità, vedono ridotta a meno di un terzo e in modo permanente la propria capacità lavorativa, con conseguenze negative anche per lo stipendio. L’assegno non è una prestazione reversibile ed è incompatibile con le indennità di disoccupazione, mentre è compatibile con il proseguimento dell’attività lavorativa. È importante non confonderlo con l’assegno di invalidità civile, poiché quest’ultimo viene concesso a chi ha un’invalidità totale. Di seguito vi forniamo informazioni sui requisiti e le modalità di richiesta, il calcolo dell’importo e la trasformazione dell’assegno ordinario d’invalidità in pensione di vecchiaia, con le novità previste per il 2020. 

A chi spetta l’assegno ordinario di invalidità? 

Dell’assegno possono beneficiare tutti i dipendenti, i lavoratori autonomi (come i commercianti, i coltivatori diretti, gli artigiani, i coloni e i mezzadri) e gli iscritti alla gestione separata con un tasso minimo di invalidità del 66% e con 5 anni di contributi, di cui 3 maturati nei 5 anni precedenti la domanda. Sono validi anche i contributi maturati all’estero nei Paesi dell’Unione Europea o in altri Paesi extracomunitari convenzionati con l’Italia. In questo caso verrà effettuata la totalizzazione internazionale, ossia la somma dei periodi assicurativi italiani ed esteri per accertare il diritto all’assegno. 

Il grado di invalidità va sempre stabilito con un accertamento medico-legale in cui si considererà anche l’eventuale inserimento in occupazioni diverse ma conformi a quelle svolte in precedenza.


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Come viene calcolato l’importo?

L’importo dell’assegno ordinario d’invalidità è calcolato in base ai seguenti sistemi:

  • sistema contributivo se l’attività lavorativa è iniziata dopo la fine del 1995
  • sistema misto se alla data del 31.12.1995 si contano meno di 18 anni di contributi
  • sistema retributivo se si contano almeno 18 anni di contributi al 31.12.1995

Ricevendo l’assegno, si può continuare a svolgere la propria attività lavorativa a patto che il proprio reddito non superi i 26.676 euro l’anno, pena la riduzione del 25% dell’assegno o del 50% per importi superiori ai 33.345 euro. Se nonostante la riduzione l’assegno supera ancora i 513,01 euro e si hanno meno di 40 anni di contributi, l’INPS opera un’ulteriore taglio sulla parte che supera i 513,01 euro. Tale taglio è del 50% per i lavoratori dipendenti e del 30% per gli autonomi.

Durata, rinnovo e trasformazione in pensione di vecchiaia dell’AOI

Il richiedente ha diritto all’assegno ordinario d’invalidità dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda per una durata di tre anni.

Il rinnovo può essere richiesto prima della scadenza e al terzo rinnovo consecutivo l’assegno viene riconfermato automaticamente, salvo revisioni. Se durante i tre anni il beneficiario non ha lavorato, l’Inps riconosce comunque dei contributi figurativi per poter ottenere il rinnovo dell’assegno.

L’assegno ordinario di invalidità si trasforma in pensione di vecchiaia una volta maturati i requisiti necessari. Ricordiamo che i requisiti per la pensione di vecchiaia nel 2020 sono:

  • 20 anni di contributi
  • 67 anni di età, sia per gli uomini che per le donne
  • un assegno pensionistico superiore a 1,5 volte l’importo dell’assegno sociale per le pensioni calcolate solo con il sistema contributivo. Se questo requisito non è soddisfatto sarà necessario il requisito contributivo di vecchiaia.


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Come richiedere l’assegno ordinario d’invalidità?

La domanda va presentata online sul sito dell’Inps, accedendo tramite PIN, oppure rivolgendosi al patronato o ad altri enti intermediari dell’Istituto. È possibile anche chiamare gratuitamente il contact center al numero 803 164 da telefono fisso o 06 164 164 da cellulare. Alla domanda va allegata la certificazione medica utilizzando il modulo SS3. 

Se la domanda dovesse essere rifiutata si può fare ricorso presso il Comitato Provinciale INPS, accedendovi alla sezione “Servizi Online” del sito Inps, o rivolgendosi a un CAF o a un patronato. Il ricorso va fatto entro 90 giorni dal rigetto della domanda o entro 120 giorni dall’invio della domanda se non è stata ricevuta risposta. L’esito del ricorso viene comunicato entro 90 giorni e, se rifiutato nuovamente, l’alternativa rimasta è avviare una causa in Tribunale.