Badanti 2023, contributi azzerati per chi li assume o stabilizza: ecco cosa cambia

Autore:
Valentina Simonetti
  • Esperta di Bonus, Fisco, Pensioni e Redditi
  • Autrice esperta di welfare ed economia aziendale
08/06/2023

Badanti 2023, contributi azzerati per chi li assume o stabilizza: ecco cosa cambia

Badanti e lavoratori domestici, grandi novità per i contributi nell’emendamento al Decreto Lavoro che ha appena ricevuto l’ok dalla Commissione Affari al Senato. Sarà prevista un’esenzione contributiva fino al 2025 per tutti i nuovi contratti e per quelli trasformati a tempo indeterminato. Vediamo quindi tutto quello che c’è da sapere sulla normativa fiscale, cosa cambierà in futuro e come è possibile nel frattempo recuperare una parte dei contributi previdenziali per colf e badanti già pagati dal modello 730 2023.

Badanti, nuova esenzione contributi fino a 3000 euro

Tra le novità dell’ultimo emendamento al DL Lavoro presentato al Senato c’è una norma appena approvata, che prevede l’esenzione totale, quindi al 100%,  dai contributi previdenziali da pagare per l’assunzione di badanti o assistenti per anziani non autosufficienti. Per prevenire il lavoro nero e regolarizzare i contratti, fino al 2025 si potrà beneficiare di questo bonus e ottenere fino a 3000 euro di versamenti gratuiti per tre anni. La legge riguarderà i nuovi contratti e neo assunzioni, ma sarà estesa anche alle trasformazioni di lavoro da tempo determinato a indeterminato.

Come funzionano i versamenti previdenziali badanti

Attualmente, in attesa dell’entrata in vigore dell’ultimo emendamento, i datori di lavoro privati che assumono personale domestico o assistenti per la cura delle persone anziane sono soggetti al pagamento dei contributi previdenziali. Gli importi sono stabiliti dall’INPS e variano annualmente a seconda degli indici ISTAT sui prezzi al consumo e il tasso di inflazione.


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Per sapere quanto bisogna pagare occorre rapportarsi alle ore di lavoro svolte dai badanti come indicate nel contratto di assunzione. Quindi la legge stabilisce tre fasce contributive se nel contratto di assunzione sono previste meno di 24 ore settimanali. Diversamente se il monte ore supera questa cifra il contributo previdenziale sarà fisso. Le quote, stabilite dalle tabelle ufficiali,  vanno pagate ogni tre mesi con le seguenti scadenze:

  • Aprile dal giorno 1 al 10 per i contributi primo trimestre
  • Luglio dal 1 al 10 per il secondo trimestre
  • Ottobre 1 – 10 terzo trimestre
  • Gennaio dell’anno successivo e sempre dall’1 al 10 con versamento riferito al quarto trimestre anno precedente

Come scaricare dal 730/2023 i contributi pagati per lavoratori domestici

Chi assume lavoratori domestici come colf, babysitter e badanti può usufruire della deduzione dal reddito di una quota dei versamenti annuali, inserendo gli importi nel modello 730. Anche per il 2023 quindi, in riferimento a quanto pagato nel 2022 potrà essere compilata la dichiarazione dei redditi per abbassare la quota IRPEF da pagare.

Sono deducibili le somme fino a 1.549,37 euro. L’importo si riferisce a importi effettivamente versati ed esclusivamente per la quota a carico del datore di lavoro, quindi al netto della percentuale versata dal lavoratore. Il campo da compilare è il rigo E23 del modello 730. Per essere in regola con i successivi controlli da parte di Agenzia Entrate è obbligatorio conservare tutti i documenti e le ricevute di pagamento:

  • Bollettini e versamenti intestati a INPS e riferiti a contributi previdenziali colf e badanti
  • Fatture di agenzie interinali se il rapporto di lavoro è in somministrazione
  • Copia del libretto famiglia e relativi pagamenti per le prestazioni domestiche occasionali.

Cassa Colf: rimborso di 300 euro al mese per lo stipendio badanti

La CAS.SA.COLF è un’associazione a tutela dei lavoratori domestici e di chi assume questi soggetti per usufruire dei servizi di assistenza. Se il datore di lavoro è un soggetto con un’età inferiore ai 70 anni e non autosufficiente può usufruire di un vero e proprio bonus che consiste in un rimborso dell’importo di 300 euro mensili e fino a 3600 euro totali, da utilizzare per integrare lo stipendio del badante o per pagare i relativi contributi. I requisiti  per ottenere il bonus sono:


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  • Essere iscritto alla Cassa prima del compimento del 70esimo anno di età
  • Aver pagato contributi per i lavoratori domestici per almeno un anno e raggiunto il minimo di 25 euro
  • Essere in stato di non autosufficienza per disabilità o condizione fisica accertata e certificata.

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