Congedo di 2 anni per il convivente: è cambiato qualcosa?

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18/12/2019

I conviventi possono richiedere il congedo straordinario retribuito per l’assistenza del disabile? Vediamo cosa prevede la normativa.

Congedo di 2 anni per il convivente: è cambiato qualcosa?

Il congedo straordinario retribuito permette al lavoratore che assiste familiare disabile grave in base alla legge 104, articolo 3 comma 3, di fruire di 2 anni di congedo retribuito sulla base degli importi fissi dell’ultima retribuzione mantenendo il posto di lavoro e la mansione svolta. Ma il congedo viene concesso in base ad un preciso ordine di priorità familiare.

Congedo straordinario per il convivente

Una nostra lettrice ci scrive:

Mi è stato per due anni  negato il congedo di due anni retribuito dall’ente pubblico dove lavoro da trent’anni per assistere il mio convivente di 72 anni titolare di legge 104. E cambiato qualcosa attualmente? Posso ripresentare la richiesta? Grazie.

Purtroppo il congedo straordinario retribuito, al contrario dei 3 giorni di permesso mensile legati alla legge 104, può essere richiesto soltanto dal coniuge (o dalla parte dell’unione civile) o da familiari del disabile con handicap grave.

La fruizione del congedo straordinario segue un ordine di priorità vincolante che scala solo in caso di mancanza, decesso o patologia invalidante dell’avente diritto e segue il seguente ordine:

  1. il coniuge convivente
  2. il padre o la madre anche non convivente
  3. uno dei figli conviventi della persona
  4. uno dei fratelli o sorelle conviventi della persona disabile
  5. un parente/affine entro il terzo grado convivente della persona disabile

I conviventi, anche se alla fine hanno lo stesso ruolo di una moglie o di un marito, non sono riconosciuti come beneficiari del congedo straordinario retribuito perchè non vengono considerati familiari del disabile e, come può vedere, non sono inseriti neanche tra gli aventi diritto.

Non so consigliarle una soluzione al problema poichè per la normativa a lei la fruizione del congedo non spetta. L’unica soluzione sarebbe quella di sposare il suo convivente e, in questo modo, le spetterebbe di diritto essere titolare del congedo straordinario retribuito. In alternativa a fruirne potrebbe essere un familiare o affine entro il terzo grado.