Congedo di due anni retribuito per legge 104: il grado di parentela richiesto

-
03/06/2020

Congedo di due anni retribuito per assistere il familiare con legge 104, quale grado di parentela è richiesto? Analizziamo cosa prevede la normativa.

Congedo di due anni retribuito per legge 104: il grado di parentela richiesto

Il congedo di due anni retribuito è concesso a coloro che assistono un familiare con handicap grave ai sensi della legge 104 art. 3 comma 3. La legge tutela i lavoratori “Caregiver” e i lavoratori invalidi con vari benefici, tra questi i permessi legge 104. La disabilità per molti anni ignorata è entrata da qualche anno anche in alcune misure pensionistiche che permettono il pensionamento anticipato: Ape Sociale e quota 41.

Il congedo di due anni retribuito è coperto per tutto il periodo di sospensione dal lavoro dalla contribuzione figurativa, valida per la misura e per il diritto alla pensione.

Il congedo straordinario legge 151 chiamato congedo di due anni retribuito ha dei vincoli precisi che bisogna rispettare per essere fruito: il diritto di priorità e la convivenza con il familiare disabile (quest’ultimo si intende soddisfatto anche con la coabitazione o la dimora temporanea). Analizziamo il quesito di un lettore sul diritto di priorità familiare.

Congedo di due anni: diritto di priorità

Buongiorno, io usufruisco dei permessi legge 104 per mia suocera, volevo sapere se posso avere diritto anche al congedo dei due anni non essendo la figlia.

Grazie

Il congedo di due anni prevede un ordine familiare da rispettare e solo in mancanza o in presenza di malattie invalidanti, può essere passato ad un altro familiare, sempre rispettando il diritto di priorità così articolato:


Leggi anche: Bonus 200 euro professionisti e partite Iva: via al click day

  • coniuge convivente con la persona con disabilità (legge 104 art. 3 comma 3)  e componenti dell’unione civile conviventi equiparati al coniuge;
  • in caso di patologie invalidanti, mancanza o decesso, subentrano i genitori anche adottivi; 
  • in caso di patologie invalidanti, mancanza o decesso, subentrano i figli;
  • in caso di patologie invalidanti, mancanza o decesso, subentrano i fratelli conviventi il parente o l’affine entro il terzo grado convivente;
  • in caso di patologie invalidanti, mancanza o decesso degli altri soggetti aventi diritto subentra uno dei figli non ancora conviventi.

In questo ultimo caso la convivenza può essere instaurata anche in un momento successivo.

Quindi, solo in casa di mancanza o di patologie invalidanti, il diritto viene trasferito al successivo familiare avente diritto; i permessi legge 104 non considerano questa priorità.