Congedo straordinario con legge 104, importanti novità sui requisiti

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17/07/2018

Congedo straordinario legge 104, la Corte di Cassazione ha chiarito alcuni aspetti: ecco tutte le novità.

Congedo straordinario con legge 104, importanti novità sui requisiti

Importanti novità per il periodo di congedo straordinario per chi assiste un familiare con handicap grave con legge 104. La Corte costituzione, con la sentenza 13.04.2018, n. 158, ha affermato che anche il periodo di congedo straordinario, del quale la lavoratrice gestante abbia fruito per assistere il coniuge convivente o un figlio portatori di handicap, è escluso dal computo di 60 giorni che non possono essere superati tra la fine dell’attività lavorativa e l’inizio del periodo di astensione obbligatoria dal lavoro, pena la perdita del diritto all’indennità giornaliera di maternità.

Per poter fruire del congedo straordinario con legge 104 bisogna rispettare dei requisiti ben definiti: il diritto di priorità e la convivenza o la coabitazione, esaminiamo in breve in cosa consiste e come fare richiesta della dimora temporanea.

Congedo straordinario: diritto di priorità

indennità di accompagnamenoL’art. 4 del Decreto Legislativo 18 luglio 2011, n.119 pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 luglio 2011 ed entrato in vigore l’11 Agosto 2011, ha modificato l’art. 42 – comma 5 del decreto legislativo 151/2001. Le novità introdotte non hanno variato la platea dei fruitori, ma hanno stabilito un preciso ordine di priorità per l’accesso al beneficio che è fissato come segue:

  • coniuge convivente con la persona con disabilità grave (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 158 del 18.4.2007) e componenti dell’unione civile conviventi equiparati al coniuge dalla Legge 20 maggio 2016, n. 76  (detta legge Cirinnà);
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i genitori anche adottivi;
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i figli conviventi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 19 del 26.1.2009);
  • in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti, subentrano i fratelli conviventi (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 233 del 6.6.2005);
  • e in ultimo, il parente o l’affine entro il terzo grado convivente in caso di mancanza, decesso o patologie invalidanti degli altri soggetti individuati dalla norma, a prendersi cura della persona in situazione di disabilità grave (cfr. Corte Costituzionale, sentenza n. 203 del 18 luglio 2013).


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L’ordine di priorità è vincolante, l’Inps riporta: “hanno titolo a fruire del congedo straordinario i lavoratori dipendenti secondo l’ordine di priorità, che degrada solo in caso di mancanza, decesso o in presenza di patologie invalidanti dei primi (circ. n. 32/2012 e circ. n. 159/2013)”.

Per saperne di più, consigliamo di leggere: Congedo straordinario con legge 104, il diritto di priorità è vincolante, ecco gli aventi diritto

Congedo straordinario: requisito di convivenza o coabitazione

Il requisito della convivenza si intende soddisfatto quando risulta la concomitanza della residenza anagrafica e della convivenza, ossia della coabitazione. Questo requisito deve essere provato mediante produzione di dichiarazione sostitutiva (D.P.R. 445/20000 artt. 46 e 47).

Il requisito di convivenza si ritiene soddisfatto anche solo con la residenza nel medesimo stabile, stesso numero civico, ma anche nello stesso appartamento. (Messaggio Inps n. 6512/2010).

Per tutte le informazioni consigliamo di leggere: Congedo straordinario con Legge 104, requisito di convivenza o coabitazione, ecco di cosa si tratta

Dimora Temporanea: come fare richiesta

E’ possibile fare richiesta del congedo straordinario anche chiedendo la dimora temporanea del familiare disabile. 

Il registro della popolazione temporanea è un particolare tipo di registro che permette, a chi non ha ancora deciso di stabilirsi definitivamente, di segnalare la propria situazione al Comune in cui ha fissato temporaneamente la propria dimora.

La dimora temporanea è infatti la permanenza in un luogo, solo per un certo periodo di tempo, per motivi di studio, lavoro, salute o famiglia. Questo tipo di richiesta serve per evitare che il Comune di effettiva residenza cancelli l’interessato dalla propria anagrafe durante il periodo di assenza.


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