Congedo straordinario con legge 104: la sola convivenza non basta, ecco i requisiti specifici

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11/07/2020

Congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con disabilità, la sola convivenza non è sufficiente, ci sono requisiti specifici da considerare.

Congedo straordinario con legge 104: la sola convivenza non basta, ecco i requisiti specifici

Il congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con disabilità (legge 104) prevede dei requisti specifici e non tutti possono fare domanda. In effetti, bisogna rispettare un ordine di priorità familiare e la convivenza con il familiare disabile, che si intende soddisfatta in presenza di coabitazione o dimora temporanea. Molte le richieste di chiarimento sul congedo straordinario a che tutela il lavoratore dipendente che si occupa di un familiare disabile. Chiariamo alcuni aspetti rispondendo ad un nostro lettore.

Congedo straordinario con legge 104: la sola convivenza non basta

Un lettore ci scrive: “Salve sono un Agente della Polizia di Stato e volevo chiedere un chiarimento; convivo dal 2014 con mio nonno disabile e sono il solo ed esclusivo convivente con esso….mio nonno è vedovo ed ha 3 figli tra cui mia madre e altri 2 fratelli di essa i quali però nessuno convive con esso, sono l’ unico ad occuparsi di lui e mi sono stati riconosciuti i 3 giorni di 104 al mese di permesso retribuito; siccome adesso mio nonno si è aggravato avendo un età si 87 anni volevo sapere se potevo fare richiesta del congedo biennale e se mi spettasse visto che i figli di mio nonno sono in vita però nessuno di essi convive con lui a parte me. Grazie in anticipo”.


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A differenza dei permessi legge 104 di tre giorni, per usufruire del congedo straordinario legge 151 per assistere il familiare con handicap grave, la sola convivenza non basta. Infatti, la convivenza che può essere soddisfatta con la coabitazione (stesso stabile diverso appartamento) o la dimora temporanea, non è sufficienti ad attribuirsi il diritto familiare per il congedo. 

La legge sull’ordine priorità è molto chiara e solo in mancanza o affetti da patologie invalidante il diritto slitta verso il familiare successivo e così via. 

La normativa vale anche nel suo caso, e le Forze dell’ordine sono molto rigide su questo aspetto. 

L’ordine familiare da rispettare è il seguente:

  • coniuge convivente o parti conviventi dell’unione civile;
  • genitori anche adottivi in mancanza, decesso o patologie invalidanti;
  • figli conviventi in mancanza, decesso o patologie invalidanti;
  • fratelli e sorelle in mancanza, decesso o patologie invalidanti;
  • figli non conviventi in mancanza, decesso o patologie invalidanti di tutti gli altri familiari elencati, ma con l’obbligo di instaurare la convivenza.


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